Il Psg ci ha preso gusto e vuole dominare il calcio mondiale
La seconda vittoria consecutiva in Champions League è un segnale per tutte le squadre concorrentiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Due volte campione d’Europa. Il Psg per anni e anni ha inseguito la Champions League come un’ossessione, poi una volta sbloccatosi ha deciso di non fermarsi. E così, 364 giorni dopo il primo successo (battendo 5-0 l’Inter a Monaco di Baviera il 31 maggio 2025), è arrivato il bis che ha permesso ai francesi di confermare il titolo, con il successo per 5-4 ai rigori sull’Arsenal a Budapest. Due finali certamente diverse come sviluppo, ma che alla fine hanno premiato Luis Enrique e i suoi giocatori. E Nasser Al-Khelaïfi, il potentissimo e ricchissimo presidente qatariota che dal 2011 ha preso in mano il club con un obiettivo: portarlo sul tetto del mondo.
Le immagini di Al-Khelaïfi che solleva al cielo di Budapest la Champions League, festeggiando come se fosse un giocatore, hanno fatto il giro del mondo. E non è certo una consuetudine che il presidente si prenda la scena pochi secondi dopo la consegna del trofeo. Ma è anche la dimostrazione di come, a quindici anni dall’entrata in scena degli sceicchi, che il progetto di rendere il Psg un punto di riferimento del calcio mondiale sia riuscito. Perché fino a che i parigini trionfavano dominando solo in Francia la critica faceva notare l’assenza di trofei internazionali, ora invece nessuno può dire nulla sullo strapotere del club francese. E sui miliardi di euro investiti.
Prima del bis di Budapest, l’unica squadra capace di vincere in maniera consecutiva la Champions League (da quando l’Uefa ha introdotto la riforma della vecchia Coppa dei Campioni, nel 1992) era stata – ovviamente – il Real Madrid. Addirittura tre volte, dal 2016 al 2018. Per il resto, il detentore del titolo non era mai riuscito a bissare il successo. Che il Psg ci sia riuscito, peraltro subito dopo aver conquistato la sua prima affermazione, evidenzia una volontà chiara: quella di continuare ad avere fame di vittorie, fondamentale per rendere i cicli ancor più luccicanti e non fermarsi dopo una stagione di gloria.
Prima che arrivassero gli sceicchi, ossia fino al 2011, nella sua storia il Psg aveva vinto solo due campionati francesi, otto volte la Coupe de France, tre la Coupe de la Ligue (la coppa di Lega), due il Trophée des Champions (la Supercoppa nazionale) più una Coppa delle Coppe e una Coppa Intertoto. Pochissimo, soprattutto nel paragone con le due principali avversarie in Francia: il Lione, capace di vincere la Ligue 1 per sette stagioni di fila dal 2002 al 2008, e gli odiatissimi rivali del Marsiglia, che oltre ai nove titoli in patria erano fino a un anno fa l'unico club francese capace di vincere la Champions League (nel 1993, in finale contro il Milan). Poi è stato un monopolio: ora il palmarès dice 14 campionati, 16 volte la Coupe de France, 9 la Coupe de la Ligue (nel frattempo abolita) e 14 la Supercoppa. Adesso c’è pure la gloria mondiale, con l’aggiunta – alle due Champions League – di Supercoppa Uefa e Coppa Intercontinentale Fifa nel 2025.
Luis Enrique è l’artefice del trionfo, lui che a Roma nel 2012 era stato mandato via in malo modo (per far tornare Zdeněk Zeman) con tanto di striscioni ironici in cui veniva invitato ad andarsene per occupare il posto sulla panchina del Barcellona. Coi catalani ha vinto la sua prima Champions League da allenatore, nel 2015 battendo la Juventus (a oggi l’ultima del Barça), a Parigi si è definitivamente consacrato: su quindici competizioni disputate in tre stagioni, dal 2023-2024 a oggi, ne ha vinte dodici. E quest’anno lo ha fatto sfruttando il basso livello della Ligue 1, vinta agevolmente – nonostante i tentativi della sorpresa Lens – facendo ampio ricorso al turnover e coi big spesso lasciati a riposo, e raggiungendo il record di reti in una singola edizione di Champions League, quarantacinque come il Barcellona 99-2000 (del quale, curiosamente, era giocatore e segnò sei volte).
Al rigore spedito alto sopra la traversa da Gabriel la festa a Parigi è cominciata per la seconda volta in un anno, purtroppo tristemente macchiata dalla tragica guerriglia urbana che ha provocato anche un morto. I vari Kvaratskhelia, Dembélé, Doué, Vitinha, João Neves, Hakimi e capitan Marquinhos sono le stelle di una squadra con rarissimi difetti (il portiere e poco altro), che ha già aperto un ciclo e ha intenzione di dominare il mondo del calcio ancora a lungo. Perché adesso che il Psg ha cominciato a vincere fuori dai confini nazionali ci ha preso giusto, e non vuole più fermarsi. Col resto delle big d’Europa che ha capito di avere davanti un rivale duro a morire.
