Da Lopez a Matri passando per Marchetti e Jeda: giù il sipario tra rimpianti, applausi, sorrisi, saluti e pure qualche lacrima. Per molti rossoblù quella di domani al Sant'Elia potrebbe essere, infatti, l'ultima partita con la maglia del Cagliari. Contro il Bologna finisce anche la breve parentesi in prima squadra di Melis che, al rientro dalla vacanze estive, riprenderà a occuparsi della Primavera.

L'ALLENATORE Nel momento in cui Cellino gli ha chiesto di sostituire Allegri in panchina, Melis già sapeva che la sua avventura nel calcio che conta sarebbe durata cinque giornate, non un minuto di più. Lo stesso cinquantaduenne tecnico di Carbonia lo ha tenuto a precisare pubblicamente in più di un'occasione. Sinora ha rimediato tre pareggi (con Palermo, Napoli e Udinese) e una sconfitta (domenica scorsa a Roma). Non proprio una striscia esaltante. Del resto la situazione ereditata il 13 aprile era molto delicata (la squadra non vinceva da otto partite) e il tempo a disposizione non abbastanza per metterci le mani. L'era-Melis verrà ricordata soprattutto per l'eroico catenaccio del San Paolo e per l'esclusione di Cossu dalla formazione titolare sempre a Napoli proprio nel periodo in cui il fantasista si stava giocando un posto in Nazionale. E allora quale occasione migliore, domani contro il Bologna dell'ex rossoblù Colomba, per chiudere in bellezza (con una vittoria) l'avventura in serie A.

IL PORTIERE Nell'Isola è diventato famoso sino a conquistare la Nazionale. In Sudafrica sarà il vice di Buffon, e finiti i Mondiali potrebbe addirittura sostituirlo alla Juventus. Per Marchetti è arrivato il momento dei saluti anche se - di fatto - il campionato per lui è già finito domenica scorsa all'Olimpico, tra primo e secondo tempo. Anche ieri ha svolto un allenamento differenziato complice una contusione alla coscia destra, difficilmente sarà tra i pali, dunque, contro il Bologna. Il Cagliari è stato il suo vero trampolino di lancio dopo una carriera sofferta. Ora è considerato uno dei portieri italiani più forti e cederà i guanti rossoblù ad Agazzi.

GLI ATTACCANTI Ufficialmente nessuno è in vendita, ma il reparto offensivo è quello che subirà gli scossoni più evidenti durante il mercato. Il maggiore indiziato a lasciare la Sardegna è Matri, attuale capocannoniere rossoblù con tredici reti ed ennesima scommessa vinta da Cellino, tre anni fa. Il Cagliari acquistò prima la metà (all'epoca il bomber era in prestito al Rimini) poi l'intero cartellino dal Milan. Ora Matri piace a mezza serie A. Il Napoli in pole position, Fiorentina, Sampodoria e Parma alla finestra. Futuro (rossoblù) incertissmo anche per Larrivey, al quale, invece, tre stagioni (cinque gol in tutto) non sono bastate per lasciare il segno. Diversa la situazione di Jeda, arrivato nel gennaio del 2008 e comunque decisivo, seppur a singhiozzo. Al brasiliano non dispiacerebbe cambiare aria, magari all'estero. Così l'unica certezza in attacco al momento è Nenè che, però, domani al Sant'Elia non ci sarà perché squalificato.

VALIGIE PRONTE Parola è in scadenza di contratto e lascerà certamente il Cagliari dopo tre campionati tra alti e bassi. Sempre in campo con Giampaolo, poi è finito in panchina, mezzala di lusso, sino a diventare il regista di riserva. Grande professionista, pur passando dal ruolo di protagonista a quello di comparsa non ha battuto ciglio. Mai una parola fuori luogo, si è messo comunque a disposizione degli allenatori facendosi trovare pronto all'occorrenza. Così pure Barone, anche se solo per una stagione. Ora, però, l'ex granata cercherà spazio altrove.

ROSSOBLÙ IN STAND BY Il Cagliari possiede solo la metà del loro cartellino, pertanto dovranno attendere la fine di giugno (quando verranno risolte le comproprietà) per avere un'idea della squadra per la quale giocheranno il prossimo anno. A cominciare da Astori, che dopo essersi fatto le ossa in Sardegna potrebbe tornare al Milan (dove è cresciuto) dalla porta principale. Idem Lazzari (dietro l'Atalanta potrebbe esserci un grande club), che potrebbe seguire il suo maestro Allegri. E ancora Dessena (in questo caso la controparte dei rossoblù è il Parma) e Ariaudo (la Juventus) affronteranno il Bologna senza conoscere il proprio futuro.

IL CAPITANO Non ha ancora deciso se restare un altro anno nel Cagliari o se tornare in Uruguay. «È una scelta personale e difficile», ha ammesso giusto l'altro ieri Lopez. È reduce da un infortunio, ma farà di tutto per essere in campo domani, almeno per quarantacinque minuti. Sulle spalle dodici stagioni in rossoblù, mica briciole. Con 313 partite è il quarto giocatore più presente nella storia del Cagliari. Una bandiera, insomma. E comunque (e ovunque) vada, continuerà a sventolare.

FABIANO GAGGINI
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