Giulini premia il Cagliari: «Non abbiamo mai mollato, è un orgoglio e un punto da cui ripartire»
Il presidente parla al termine del pareggio per 2-2 col Genoa: «Bene avere giocatori freddi che segnano i rigori decisivi»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
C’è Tommaso Giulini, a pochi giorni dall’intervista al canale ufficiale della Lega Serie A, a parlare a caldo al termine di Genoa-Cagliari 2-2. «Non era facile, ho sentito uno stadio che ribolliva per cercare di dare una mano al Genoa», la sua premessa prima di fare i complimenti alla squadra. «Non abbiamo mollato, aver recuperato è motivo di grande orgoglio: penso sia il punto da cui ripartire, in questo periodo dove non ci si ferma più, per costruire mattoncino su mattoncino la salvezza. Sono contento di vedere la squadra creare tanto, anche fuori casa: è quello che i tifosi vogliono vedere. Complimenti a Nicola, oggi 200 in Serie A, allo staff e ai preparatori: andiamo avanti così. Era un campo molto complicato, nonostante il momento che stanno passando la Gradinata ha cantato dal 1’ e c’erano le curve piene».
Anche oggi in porta c’era Alen Sherri, preferito a Simone Scuffet. «Penso che oggi siano entrati tutti con grande decisione», dice Giulini. «Peccato per Gaetano che non ha sfruttato due occasioni e ha bisogno di sbloccarsi, ma tutti sono entrati bene in campo. Oggi c’è mancato solo il gol che Gaetano si merita che arrivi, ne abbiamo presi due per errori difensivi ma ci stanno con questa pressione e questo campo. Sono molto contento di tutti, oggi era una trappola enorme venire a fare questa partita con l’atteggiamento con cui l’abbiamo fatta».
Sul rendimento: «Abbiamo fatto bene con le grandi quasi sempre, anche col Napoli per 60’, invece contro chi ha il nostro stesso obiettivo non sempre. Sono contento di questo atteggiamento». Sul rigore del 2-2 di Piccoli, Giulini racconta le sue sensazioni: «Mina è stato molto intelligente, non è stato molto pulito ma veniva da un viaggio lungo e non era semplice. Ha capito che bisognava lasciarlo al compagno, Piccoli è stato freddo così come Marin: è importante avere giocatori del genere che abbiano la freddezza per mettere la palla dove va messa per segnare».