Tra musica ancestrale della Sardegna e sperimentazione, "Indindara" sbarca a Taranto. Mercoledì 17 giugno  al Medimex nello Spazio Porto (ore 22.50) concerto di Zoe Pia e dei Tenores "Antoni Milia" di Orosei che continuano a promuovere l'album registrato presso lo studio della celebre ingegnere del suono Marti Jane 2 Robertson co-prodotto dal Centro di Produzione dell’Adriatico e pubblicato dall’etichetta norvegese Losen Record.  

Il progetto nasce dall'incontro tra Zoe Pia, artista di Mogoro eclettica, clarinettista e suonatrice-sperimentatrice di launeddas, nonché compositrice di matrice jazz che spazia anche nell'elettronica, con il gruppo di canto a tenore che vanta uno dei maggiori repertori musicali dell’isola che spazia tra il sacro e il profano ed è composto da Tore Mula (Boche), Francesco Mula (Mesu boche), Ivan Sannai (Contra) e Alessandro Contu (Bassu).

Indindara è anche un’immersione sonora nel respiro ancestrale dell’isola, un flusso vitale tra l’arcaico, il sacrale, l’avanguardia e la creazione estemporanea verso l’opportunità di un viaggio conoscitivo delle intime aspirazioni dell’Uomo e del suo rapporto con la vita.

La parola Indindara nasce dall’unione del verbo pronominale, riflessivo reciproco dell’andarsene (in sardo) e il fonosimbolismo, ovvero la capacità dei suoni del linguaggio (foni) di interagire mediante qualità acustiche ed articolatorie con il significato dei termini che veicolano. Il progetto è nato dalla volontà dei musicisti di incontrarsi, dialogare, intersecare le proprie conoscenze sonore e dalla condivisione del concetto di edeumonia, ovvero la felicità intesa come scopo della vita, e come fondamento dell’etica. In particolare, si tratta di una felicità a cui viene dato un ruolo preciso nell’indirizzare la propria condotta.

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