Un formato visivo che osserva, ascolta, ricostruisce e mette in relazione persone, luoghi e memorie: ed è proprio alla cronaca della realtà che si dedica quest'anno il Serramanna Film Festival, che da oggi fino all'11 luglio accoglierà la comunità in una terza edizione dal sottotitolo "Realtà in scena – Il documentario come sguardo". In programma ben cinque serate di proiezioniincontri con gli autori, laboratorio masterclass, all'Ex Mattatoio di via Parrocchia

Un focus rivolto all'arte documentaristica nella sua capacità di osservazione, contemplativa e comprensiva, del mondo e di ciò che circonda, sfiorando anche tematiche spesso ignorate: sotto l'organizzazione del Comune e nella collaborazione con l'associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, il Serramanna Film Festival ha ricevuto anche il contributo di Regione Fondazione di Sardegna, in una nuova tappa di un percorso che fin dalle origini mira a creare uno spazio d'incontro tra cinema, cultura e territorio

Nella presenza di alcuni tra i più autorevoli documentaristi della regione, accomunati dalla visione del formato come strumento di ricerca, memoria e partecipazione, ciascuna delle iniziative previste nell'articolato percorso sarà a ingresso gratuito. E a corredo del Festival, si svolgerà anche il Laboratorio di Cinema Documentario, che vedrà i partecipanti guidati per un'intera settimana nella realizzazione di un docu-film sulla cittadina, in un progetto concepito a partire dalla call pubblica "Racconta Serramanna" e supervisionato da cineasti ed esperti del settore come Christiano PahlerFabio OrtuMauro FantiMauro MontisStefano CauSilvia SiberiniStefano Croci e Cristiano Mattei.

Il programma

L'apertura odierna delle 19:30 viene consacrata ai luoghi della memoria, nella riflessione sul rapporto tra individui, territorio e identità collettiva: a cominciare dalla pellicola "S'Animu" di Marina Anedda, in un'esplorazione del ricordo come patrimonio vivo che attraversa generazioni e comunità, passando per "Stillegrad" di Cristiano Mattei, in uno sguardo sulla relazione che intercorre spazio, storia e trasformazioni contemporanee.

La serata di venerdì 3 sarà rivolta ai miti contemporanei fra musica e cultura, con Antonello Zanda della Cineteca Sarda ad officiare "La memoria in movimento", incontro che dalle 19:30 approfondirà il ruolo degli archivi audiovisivi nella conservazione del patrimonio e della storia del cinema isolano. Seguiranno due docu-film a raccontare la clubbing culture sarda e italiana, con "Harder Times Storia di un mito" di Irene Atzeni e "Cocoricò Tapes" di Francesco Tavella, immergendo ancor più gli spettatori nelle narrate sonorità elettroniche e underground con il dj-set conclusivo. 

Per sabato 4 ci si sposterà invece sull'animazione come linguaggio per interpretare il presente in modi innovativi, iniziando già alle 18 con la masterclass di Giommaria D'Angelo, nell'approccio a tecnica e manualità stop-motion de "La scenografia artigianale in un corto di animazione: costruire mondi con pochi mezzi", per proseguire con le proiezioni di "Ajò West!" di Sara Corbioli, "Amarillo" di Luciana Yasmina Congiu, "Gauze" della Gobelins School, "Singularity" del Blender Studio e infine "Un regalo da sogno", firmato dallo stesso D'Angelo. Sarà inoltre presente una selezione di opere dell'Accademia Sironi di Sassari, con ospite il presidente Giorgio Aureddu Mossa.

Appuntamento direttamente alla settimana seguente per la quarta serata di giovedì 9, che ricondurrà il pubblico sulle tracce del documentario d'autore per le 20:30, con la pellicola "The Launch" firmata da Gianluca Vassallo, offrendo anche uno spazio di riflessione sul rapporto tra esperienze locali e contesti internazionali. Gran finale per sabato 11, tutto dedicato al dialogo fra ricerca, formazione e produzione nella settima arte: si partirà alle 20 con le introduzioni di Antioco Floris, professore universitario e docente di Cinematografia documentaria, seguite dalla presentazione de "Il documentario nella Sardegna del nuovo millennio" in conversazione con Marco Antonio Pani, insegnante dell'Accademia Sironi. E prima delle ultime proiezioni, con "Su Suergiu de Accoro" di Andrea Mura e "Il Padiglione sull'Acqua" di Stefano Croci Silvia Siberini – con quest'utlima presente in sala – avrà luogo uno dei momenti più significativi dell'intera edizione, con la restituzione del Laboratorio di Cinema Documentario svoltosi in parallelo. 

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