Oristano, la commedia sarda «Le ragazze del coro» trionfa al Multisala Ariston
Intervista al regista Gian Paolo VallatiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dopo un mese intero c'è ancora gente in fila al Multisala Ariston di Oristano. Non per un blockbuster americano, non per un sequel di supereroi, ma per una commedia sarda, “Le ragazze del coro”, il nuovo film che resterà in sala ancora domani e mercoledì, prodotto da Axefilm e Giava Film, diretto da Gian Paolo Vallati, che abbiamo incontrato.
Il film è uscito in sala il 22 maggio scorso e, invece di sparire dopo il fine settimana d’esordio come spesso accade alle produzioni locali, ha battuto a Oristano tutti i film in programmazione. Se lo aspettava?
«No, assolutamente. Se pensiamo ai pochi mezzi e ai pochi fondi con cui abbiamo lavorato, è un successo oltre ogni aspettativa. Tanto più considerando che il film gira in un unico orario giornaliero, mentre gli altri titoli in programmazione dispongono di più repliche. È quello che ogni regista sogna ma fatica a credere finché non succede davvero».
Niente cartoline pittoresche, niente folklore da depliant. La Sardegna che si vede è vivace e autentica. La pellicola, infatti, è interamente girata a Oristano e provincia, con un cast tutto locale. Perché?
«Sono arrivato qui per amore, poi ho deciso di stabilirmi in campagna, fuggendo dal caos di Roma. Col tempo è diventata casa, sguardo, appartenenza. E quando un posto diventa davvero tuo, senti il bisogno di raccontarlo. La Sardegna che volevo mostrare è quella di tutti i giorni, quella che i sardi riconoscono e che sullo schermo li fa sentire a casa».
Coriste, rivalità, amicizie, sogni: un mondo corale raccontato con gli occhi della commedia. Da dove nasce l’idea di portare questa storia sullo schermo?
«Tutto è cominciato da una serata al Parco dei Suoni di Riola. Ho assistito alle esibizioni di alcuni cori sardi e sono rimasto talmente colpito da quella musica che ho capito di dover trovare il modo di portarla sullo schermo. A questo si è aggiunta la mia esperienza come docente di un corso filmmaker per giovani detenuti, nel carcere di Massama. Le storie e le vite delle donne e degli uomini che ho incontrato lì erano così forti che ho sentito la necessità di raccontarle in un film leggero ma non banale. L’idea, infatti, è sempre stata quella della commedia; mi piace sentire le risate. Mi è capitato più volte di nascondermi tra il pubblico durante le serate di proiezione, solo per ascoltarle».
Decisivo poi, per il tono del film, è stato il lavoro degli attori Alessandro Cossu, Valeria Fiore e Carla Oro e la partecipazione straordinaria di Angelo Orlando, attore di lunga esperienza teatrale e cinematografica. Come ha vissuto questi incontri?
«Angelo è entrato nel progetto con una generosità rara. Sa perfettamente quando essere protagonista e quando lasciare spazio. È una lezione di mestiere. Alessandro, Valeria e Carla, poi, hanno costruito qualcosa di vero insieme. C’è un’intesa tra loro che non si costruisce a tavolino, ma si sente. Quando la macchina da presa li inquadrava, sapevo di avere quello che cercavo».
La critica l’ha già ribattezzata «la commedia sarda più divertente dell’anno». Quali sono i prossimi obiettivi?
«A settembre inizieremo a presentarlo nei cinema fuori provincia e vedremo come reagisce il pubblico al di là del territorio oristanese. Speriamo anche di arrivare alla distribuzione nazionale. E poi, c’è l’obiettivo piattaforma, perché vorrei che questa storia facesse ridere quante più persone possibile».
