Odissea, Il diavolo veste Prada 2 e il biopic su Michael Jackson: cosa promette il cinema nel 2026
Le sfide per le sale con la scalata di Netflix a Warner Bros(foto simbolo Ansa)
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Da una parte l’attesa per i blockbuster promessi da Hollywood in un estremo tentativo di rilanciarsi aggrappandosi a modelli più che collaudati; dall'altra la ricerca di quelle novità, spesso inattese fino al momento della scoperta, che possono ribaltare il tavolo. In mezzo un sistema della promozione che il marketing ha ormai pienamente contagiato e che, a colpi di influencer, falsi spot a base di intelligenza artificiale, annunci roboanti, fanno sì che i nostri gusti siano condizionati con mesi di anticipo.
Su tutto domina l'interrogativo più inquietante: ci sarà ancora un "modello cinema" adatto alla sala quando le maggiori piattaforme stanno acquisendo o condizionando il mercato della produzione con le sirene della serialità e del consumo prioritario sugli schermi di casa? La grande partita dell'acquisto di un colosso del tempo che fu come Warner può segnare un cambio epocale e Netflix appare per ora il "dominus" della nuova era. Le insidie sono multiple a le sirene attrattive, tanto più che non è il cinema in quanto tale ad essere in crisi quanto il luogo del "rito", ovvero la sala tradizionale.
I primi verdetti sono attesi proprio nell'anno che comincia, da qui all'estate thriller garantiti dai nuovi divi. Si comincia con MERCY di Timur Bekmambetov con Chris Patt, detective accusato di uxoricidio e giudicato da una seducente A.I. che lui stesso ha contribuito a inventare. Toccherà poi a L'ULTIMA MISSIONE con Ryan Gosling, astronauta senza memoria che viaggia nello spazio insieme a un alieno, uniti dalla comune missione di salvare il Sole da un micidiale nemico. A marzo arriverà il veterano Ridley Scott con DOG STARS e il povero Jacob Elordi eremita in un mondo devastato da un virus mortale. A giugno scende in lizza Steven Spielberg, il maestro, con DISCLOSURE con Emily Blunt che si ritrova faccia a faccia coi veri alieni.
L'altro genere capace ancora di monopolizzare le grandi platee è l'horror, tornato in grande stile grazie al consenso dei giovanissimi. Dopo l'exploit di THE CONJURING (tra i più inattesi successi del 2025), toccherà a Sam Raimi difendere la categoria dei veterani con SEND HELP che rovescia la battaglia dei sessi a favore della fragile impiegata Rachel McAdams mentre Maggie Gyllenhall si rifà al mito di Frankenstein in chiave femminista con LA SPOSA, remake di un classico degli anni '30. Ed è davvero un horror, anche se terribilmente credibile e contemporaneo, uno dei più bei film dell'ultima Mostra di Venezia che in sala arriva a febbraio: DEAD MAN'S WIRE di Gus Van Sant.
Toccherà alla commedia offrire svago e alternative a questa fosca rappresentazione del reale proponendo alternative anche al fantasy dei Supereroi che rimetterà in pista campioni celebri come SPIDER MAN e gli AVENGERS: DOOMSDAY dei fratelli Russo atteso a dicembre, insieme all'ultima parte della trilogia di DUNE firmata da Denis Villeneuve. Ecco allora che tutti guardano alla sfida di Meryl Streep impegnata a fronteggiare il proprio mito nel sequel più chiacchierato della stagione: IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 previsto in aprile.
Il divo dell'anno promette di essere Robert Pattinson, pressoché inevitabile in quasi tutti i cast dei titoli più attesi, ma dovrà fare i conti con Timothy Chalamet già in odore di Oscar per MARTY SUPREME di Josh Safdie che in Italia si vedrà a gennaio e con l'inossidabile Tom Cruise che si è affidato al talento visivo di Alejandro Inarritu con DIGGER per dimostrare che è un vero attore e non solo il migliore stuntman di sé stesso. E la vera sorpresa potrebbe venire dal giovane Jaafar Jackson che vestirà i panni (e la voce) del re del pop di cui è il nipote in MICHAEL di Antoine Fuqua, il biopic dell'anno dedicato al mito di Michael Jackson.
Ma quale sarà il film del 2026? Tutti i pronostici puntano su Christopher Nolan alle prese col gigantismo produttivo della sua ODISSEA con Matt Damon nelle pelli di Ulisse. Un autentico evento che fino all'ultimo il festival di Cannes proverà ad accaparrarsi a maggio insieme al nuovo Spielberg.
E per chi non scommette sul prevedibile e il gigantismo degli Studios? Se l'oriente del mondo confermerà - è ormai una certezza - la passione per i manga e gli anime giapponesi sulla scia di nuove puntate di "Demon Slayer" e "Chainsaw Man", altre voci d'autore sono attese dopo quella del coreano Park Chan-wook con NO OTHER CHOICE in sala a gennaio. È il caso della filippina Isabel Sandoval con il thriller MOONGLOW, del franco-giapponese Christophe Gans con l'horror RETURN TO SILENT HILL, ma anche di un grande classico del cinema nipponico: GODZILLA MINUS ZERO di Takashi Yamazaki. È invece dall'Europa che ci si possono attendere variazioni preziose sul filo dei sentimenti e delle passioni. Facile pensare a SENTIMENTAL VALUE di Joachim Trier, alle immortali CIME TEMPESTOSE, adesso rivisitate da Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordie, alle sofferenze shakesperiane del Bardo in HAMNET di Chloè Zhao.
(Unioneonline)
