Malika Ayane: «Il brano del sardo Luca Faraone per il mio sesto Sanremo»
L’artista milanese torna all’Ariston con “Animali notturni”, manifesto di libertà che tra gli autori conta il chitarrista di AsseminiMalika Ayane durante la registrazione della puntata di Che Tempo che Fa sul Nove (ANSA/MATTEO CORNER)
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Lo ha capito subito, “Animali notturni” era il pezzo giusto per tornare a Sanremo. Malika Ayane, 42 anni, si reinventa per il suo sesto Festival con un brano firmato dal chitarrista di Assemini Luca Faraone. Un manifesto di libertà e autodeterminazione con un ritmo funk-caraibico che evoca la Ornella Vanoni degli anni Settanta: sofisticato, capace di conquistare la cantautrice milanese dalla forte cultura musicale. Gli studi di violoncello al Conservatorio di Milano, il coro delle voci bianche del Teatro alla Scala. E poi il Festival con un terzo posto nel 2014, due premi della Critica, e sei dischi, l’ultimo nel 2021. Infine il teatro: è stata Evita Perón, Grizabella in “Cats”, ha cantato le canzoni dell’adattamento del film “I segreti di Brokeback Mountain”. Il tutto tra una maratona e una partita del Milan di cui è grande appassionata.
“Animali notturni”: qual è stata la genesi di questo pezzo?
«L’ho ricevuto e me ne sono innamorata all'istante. Che dire, è bellissimo e non vedo l’ora che sia di tutti: potrei stare qua per ore trasformandomi in un sequencer e replicarne ogni suono. Luca Faraone, assieme a Merk & Kremont, lo ha prodotto in maniera magistrale. Hanno creato un mondo sonoro che ti risucchia e ha risucchiato anche me».
Quanto di suo ci ha messo?
«La cosa più interessante dell’approccio al testo – scritto assieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta – è stata riconoscermi, partire da quello che era applicabile a me e poi rifinirlo. È stato un lavoro di squadra. Ogni ascolto mi gasa e non mi capita quasi mai, sono troppo attenta a fare critica feroce».
Ha un suono molto fresco: strizza l’occhio alle giovani generazioni?
«Giuro, nessuna volontà di andare a corrompere delle giovani menti perché tanto sono più furbi di noi e non gliela si fa».
Cosa si aspetta da questo Sanremo?
«Di divertirmi, soprattutto. Di Festival ne ho fatti quattro e mezzo, quel mezzo fu il 2021, quello senza pubblico del periodo Covid. Un’esperienza molto forte, spero che il prossimo si prenda un punto e mezzo».
Cosa la affascina della notte?
«Il fatto che può contenere infinite storie differenti. Quelli che escono a fare sport, quelli che sono andati a una festa, quelli che tornano dal lavoro o che ci vanno la mattina presto. Poi ci sono io, che corro la maratona di New York e vado a cantare all’alba, oppure che ho qualche aereo ignorante da prendere. Mi interessava raccontare la moltitudine, il rendersi conto che siamo un puntino in mezzo a un’infinità di puntini».
Che animale notturno si sente?
«Il mio gatto: Marmitta. A seconda di come le gira o dorme oppure dà fastidio senza motivo. È molto me».
Nell’ultimo periodo si è concentrata sul teatro...
«Mi ha permesso dopo anni di incubare tutte le mie idee. Sanremo era nella lista dei desideri, stavo solo aspettando il momento giusto. Perché se non sei strutturato ti mastica e ti sputa: sa essere feroce».
Spoiler sul prossimo disco?
«Ci sto lavorando: non so che album verrà fuori però cerco di imparare ogni giorno perché sia contemporaneo. Uscirà in autunno per il tour nei teatri che partirà da novembre. Di certo voglio canzoni nuove, perché con il passato si fa il sugo».
C’è qualcuno che vuole sorprendere?
«Me. Godermi il momento. Sentire la validazione solo quando viene da fuori è sbagliato, bisogna liberarsene il prima possibile».
Eppure a Sanremo le donne faticano ad arrivare ai primi posti.
«Il mio rapporto con il podio è complicato ma se mi garantissero altri vent’anni fatti bene e senza podio, firmerei domani. Detto questo sono felice di avere accanto Arisa, perché con Rosalba abbiamo fatto il nostro primo Sanremo Giovani, ma anche Levante, Ditonellapiaga, le Bambole di Pezza e tutte le altre artiste. Finalmente non saremo col contagocce».
Se dovesse vincere, andrebbe all’Eurovision?
«Difficile rispondere, sono tanti gli aspetti spinosi dietro tutta questa faccenda. Ma è importante esserci, per lanciare messaggi di inclusione e di pace. Ma non vincerò, è inutile pensarci...».
