Bad Bunny fenomeno globale: il significato del nome, perché il numero 64 sulla maglia, il look di Zara
Chi è il rapper portoricano che ha portato l’America Latina nello spettacolo più visto al mondo (e ha fatto molto arrabbiare Donald Trump)Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono passati tre giorni dall’halftime show del Super Bowl al Levi’s Stadium di Santa Clara, California, e non accenna neanche lontanamente a calare il fenomeno globale scatenato dall’esibizione di Bad Bunny.
Il rapper portoricano – primo artista latino a esibirsi interamente in spagnolo come headliner – ha letteralmente riscritto le regole dello spettacolo più visto al mondo trasformandolo non solo in una festa musicale, ma in una celebrazione profonda della cultura latina.
Chi è Bad Bunny
Il mondo lo conosce come Bad Bunny, appunto, o come lo chiamano a sud del Rio Grande, El Conejo Malo: un nome nato per caso, da una fotografia d'infanzia in cui il piccolo Benito Antonio Martínez Ocasio, imbronciato, indossa un costume da coniglio. Da quell'immagine è nato un marchio globale diventato in pochi anni il volto più riconoscibile della musica latina.
Sei Grammy di cui tre all'ultima edizione per “Debí Tirar Más Fotos”, Bad Bunny è stato il primo artista con un album interamente in spagnolo a vincere il premio “Album of the Year”. Nel 2025 ha collezionato venti miliardi di stream ed è l’unico artista al mondo quattro volte record per ascolti su Spotify.
La sua storia ha dell’incredibile: figlio di un camionista e di una maestra, ex cassiere in un supermercato a Porto Rico, emerge nel 2016 con il track "Diles" che lo trasforma nel re di uno stile emergente nell'isola, il Latin Trap. Per il ragazzo che imbustava la spesa e inseguiva sogni, da quel momento tutto accelera.
I record e il wrestling
Sei album da solista più tardi, Ocasio si trasforma in qualcosa di completamente diverso: una star imprevedibile, elegante, mobilitata in politica. A trentuno anni è il musicista più importante della sua generazione, la stessa, per inciso del nuovo sindaco di New York Zorhan Mamdani. Un attivista senza paura che sfida Donald Trump a difesa degli immigrati e si batte contro la gentrificazione della sua isola: sul palco del Super Bowl ha portato la bandiera di Porto Rico a lungo al bando, con il blu “azul claro” omaggio all'indipendenza.
Il successo non si è fermato alla musica. Bad Bunny si è cimentato col wrestling, ha recitato in film come "Bullet Train" e collaborato con marchi della moda, dalle sneakers Adidas, alle Crocs e all'intimo Calvin Klein. Regolarmente al centro della cultura pop globale, è fluido in materia di genere e per qualche tempo ha frequentato Kendall Jenner. Nel 2022 sulla cover di Harper's Bazaar si è vestito da donna.
Eppure, più diventa grande, più Benito resta locale. Come quando, per non esporre i fan alle minacce dell'Ice – che ha pesantemente criticato alla cerimonia dei Grammy – ha cancellato i concerti negli Usa per una serie di 31 concerti a San Juan. La sua musica è un dialogo con le radici: salsa, reggaeton, trap, dembow, bolero, accanto a ritmi tradizionali portoricani come bomba e plena.
Lo show latino
Una tensione esplosa sul palco del Super Bowl, dove ha mescolato tradizione e contemporaneità con la presenza del connazionale Ricky Martin e il frammento di "Gasolina", che hanno reso omaggio a chi gli ha aperto la strada. E il tocco di classe di Lady Gaga, che ha interpretato una versione in salsa di “Die With a Smile”, brano del 2024 in duetto con Bruno Mars, riarrangiata appunto in chiave latina per l’occasione.
Un enorme microcosmo della cultura portoricana e latinoamericana (che ha fatto molto arrabbiare Donald Trump): scenografie ispirate alle colorate casitas di San Juan, motivi legati alla vita nei campi di canna da zucchero e riferimenti alle feste di strada e alle tradizioni popolari.
La scelta di Zara
Per una delle vetrine più grandi della cultura pop mondiale, Bad Bunny ha deciso di sfidare le aspettative scegliendo un outfit interamente firmato Zara, promuovendo una moda più “accessibile”. Il look, curato dai suoi stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares, consisteva in un ensemble total cream che combinava una maglia sportiva con il suo cognome, “Ocasio”, il numero 64, pantaloni coordinati e sneakers “BadBo 1.0” in collaborazione con Adidas oltre a guanti coordinati e un orologio Audemars Piguet Royal Oak.
Il significato dietro il numero “64”
Il numero “64” sulla maglia non è stato casuale: Bad Bunny ha spiegato che si tratta di un omaggio al suo amato zio Tio Cutito, nato nel 1964, che gli ha trasmesso la passione per il football, purtroppo scomparso due anni fa.
(Unioneonline/D)
