«Ma Davide è imbragato bene?». La pedana si sta sollevando e Grazia Niedda non riesce più a pensare ad altro: vuole essere sicura che il figlio non corra rischi. Perché anche quando salgono su uno dei palchi più importanti della tv, quello del primo Live di X Factor, avvolti da luci, fumo e urla del pubblico, Renato Marchisio, Davide Dore, Jacopo Sale e Luca Pintus per mamma e papà restano sempre i loro ragazzi. Da più di due settimane i Mad-Dog hanno lasciato Sassari per Milano, lontani da casa e senza cellulare. Ai genitori non resta che immaginare cosa stiano facendo, aggrappati a pochi minuti di telefonata ogni domenica e alle apparizioni in tv nel Daily pomeridiano. Un isolamento difficile da digerire, mentre a Sassari cresce il tifo.

Salsicce e spianate

La settimana scorsa il battesimo del fuoco, con i “Dad-Dog” e le “Mum-Dog” in prima fila, inquadrati più volte dalle telecamere. Quello che non si è visto è il pacco da casa – «lettere, ma anche salsicce, spianate e perette» – da far recapitare ai propri figli. Passando rigorosamente dalla redazione, perché i ragazzi, anche se a pochi metri da loro, restano inavvicinabili. «Panico quando ho visto che sarebbero stati i primi», racconta Sabrina Porcheddu, medico all’ospedale di Sassari e mamma di Renato. «Poi è esploso l’entusiasmo». «Mi hanno spiazzato», dice papà Andrea, anche lui medico, al Centro trasfusionale di Sassari. Come nelle diverse fasi dei provini, tutti cercano di esserci, anche se stavolta devono fare i conti con i pochi posti a disposizione in teatro e gli impegni di lavoro.

«Pensavamo di vederli molto più emozionati e invece erano sicuri», commenta Grazia, insegnante alla scuola primaria dell’Istituto Brigata Sassari, che giovedì era all’X Factor Arena con il marito Luca Dore, agente di viaggio, la nonna e il fratello di Davide, ex Mad-Dog. «Ero talmente impegnata a guardare mio figlio che non sono riuscita a sentire i commenti dei giudici», racconta Rossella Murrali, originaria di Oschiri e da 35 anni infermiera nel reparto Neuropsichiatria infantile alla Stecca Bianca. Infermiere anche il marito Giuseppe Sale, di Siligo, in pronto soccorso al Santissima Annunziata.

Da casa

In tv guardava Jacopo la nonna di 84 anni: «Ma quanto è bello, ma quanto è dolce», ripeteva. L’unica, per ora, a restare a casa è stata Giuseppina Ara, mamma di Luca Pintus, insegnante di sostegno alla primaria di San Donato. A Milano sono andati il marito Mario, anche lui maestro, e il fratello di Luca. Lei ha seguito lo show da casa, circondata da parenti e amici. «È stato bellissimo comunque, ma questa sera sarò in prima fila». I quattro di Paola Iezzi canteranno "Mrs. Robinson" di Simon & Garfunkel nella versione alternative rock dei The Lemonheads.

La musica

Un sogno che si è concretizzato pezzo per pezzo, in quattro famiglie in cui la musica è sempre stata protagonista. Renato, figlio unico, è cresciuto ascoltando i Beatles, amatissimi da papà Andrea. Durante il lockdown, immerso nella didattica a distanza, per svagarsi ha cominciato a usare GarageBand, l’app che permette di suonare con strumenti virtuali. «Suonava la batteria con le dita», il ricordo di Andrea. «Quando abbiamo potuto mettere il naso fuori casa l’ho portato davanti a una batteria vera e il proprietario della sala prove è rimasto impressionato: era bravissimo». Poi sono arrivati il basso, la chitarra e il canto. Tutto da autodidatta. Davide si è avvicinato agli strumenti da bambino: prima il piano, poi il basso. «È un grande ascoltatore», dice Grazia. «Fin da piccolo individuava con precisione il punto sul vinile da cui far partire una canzone». Jacopo è sempre stato ossessionato dalla batteria. «Era la sua richiesta fissa a Babbo Natale. Gliene comprammo una di plastica e quando si è rotta metteva i cuscini sul letto e li “suonava” con i mestoli», sorride Rossella. Luca è cresciuto immerso in generi diversi, dal cantautorato italiano al rock. «I primi corsi di chitarra li ha seguiti all’oratorio e già dalla seconda lezione è stato amore». Poi le prime band a scuola, finché non ha deciso di lasciare il calcio per dedicarsi solo alla musica.

A Sassari

Intanto a Sassari sale la febbre Mad-Dog, con i genitori fermati ovunque. Per Renato all’ultimo anno di liceo classico e Davide di liceo scientifico, si avvicina anche la maturità. «Sì, un po’ mi preoccupa», ammette Sabrina. «Dovranno recuperare tanto, ma i professori sono tranquilli». Per tutti la gioia più grande è vedere i figli inseguire il loro sogno. Dovranno continuare a studiare, certo, e approfittare dell’esperienza e dei consigli dei professionisti che li circondano, ma anche restare con i piedi per terra e, perché no, divertirsi con gli altri compagni di viaggio: «E magari imparare a usare lavatrice e asciugatrice». La commozione però è tanta e, al di là del risultato, resta la soddisfazione di aver cresciuto dei ragazzi per bene: «Comunque andrà stasera, siamo già felici».

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