“L’uomo sbagliato”, grande successo per Pablo Trincia a Cagliari
Questa sera la replica al Comunale di SassariC’è un momento, a teatro, in cui il silenzio diventa più eloquente di qualsiasi parola.
È quello che accade durante “L’Uomo Sbagliato – Un’inchiesta dal vivo”, lo spettacolo con cui Pablo Trincia porta sul palco la cronaca giudiziaria trasformandola in esperienza civile.
Ieri sera al Teatro Massimo, davanti a una platea partecipe e profondamente coinvolta, è andato in scena qualcosa che supera i confini tradizionali del teatro.
Non una semplice narrazione, ma un’indagine che prende corpo davanti agli spettatori.
Trincia, affiancato alla scrittura da Debora Campanella, costruisce un racconto stratificato che intreccia video, documenti processuali, testimonianze e materiali d’archivio, trascinando il pubblico dentro una delle pagine più oscure della giustizia italiana.
Al centro, la vicenda del serial killer tunisino Ezzeddine Sebai, le cui confessioni tardive hanno incrinato processi già chiusi e rivelato errori giudiziari devastanti.
Il risultato è uno spettacolo che non concede tregua.
La cifra stilistica è quella del giornalismo narrativo che ha reso Trincia una delle voci più riconoscibili del panorama italiano: ritmo serrato, precisione documentale, ma soprattutto una capacità rara di restituire dignità alle vittime, tutte le vittime, comprese quelle della giustizia.
Il teatro diventa così luogo di verifica, quasi un’aula processuale emotiva in cui lo spettatore è chiamato a giudicare, a interrogarsi, a dubitare.
La forza de “L’Uomo Sbagliato” sta proprio nella sua ambiguità fertile: non offre risposte definitive, ma apre crepe.
E in queste crepe si insinuano le domande più scomode, quelle che riguardano il funzionamento stesso del sistema giudiziario e la fragilità della verità.
Non è un caso che Trincia parli di “viaggio nelle ombre della malagiustizia”, con l’obiettivo dichiarato di lasciare il pubblico “con la testa piena di domande e il cuore colmo di indignazione”.
In questo senso, la tappa sarda dello spettacolo assume un valore ancora più significativo.
Trincia ha portato la sua inchiesta teatrale in una regione, la Sardegna, segnata da uno dei più gravi errori giudiziari della storia italiana: il caso di Beniamino Zuncheddu, rimasto in carcere per 33 anni prima della revisione del processo, resa possibile anche dall’azione coraggiosa della Procuratrice Generale della Corte d’Appello Francesca Nanni e grazie al supporto nella difesa di un avvocato illuminato, scrupoloso e tenace, Mauro Trogu. Un richiamo implicito ma potentissimo, che amplifica la portata etica dello spettacolo e lo radica in una memoria ancora viva.
Dal punto di vista scenico, la scelta è essenziale ma efficace: pochi elementi, un uso calibrato delle immagini e della voce, e una presenza, quella di Trincia, che regge l’intero impianto.
Non c’è compiacimento, né spettacolarizzazione del dolore. Piuttosto, una tensione costante tra racconto e responsabilità, tra informazione e partecipazione.
Dopo il successo delle date cagliaritane, lo spettacolo approda stasera, mercoledì 6 maggio alle ore 21, al Teatro Comunale, confermando una tournée che sta registrando sold out in tutta Italia e che si configura come uno dei casi teatrali più rilevanti della stagione.
“L’Uomo Sbagliato” non è solo teatro civile: è teatro necessario.
Uno di quegli spettacoli che non finiscono con gli applausi, ma continuano a lavorare dentro lo spettatore, molto dopo che le luci si sono spente.
Al termine, dopo il saluto ai lettori de L’Unione Sarda, questa volta in “limba”, una fila interminabile di fan nel foyer del teatro che hanno voluto incontrare il protagonista per un selfie, una dedica sul libro o una semplice stretta di mano a ricordo di una serata che resterà impressa a lungo nella memoria del pubblico.
L.P.