Harry Potter, la serie Hbo uno degli eventi più attesi
La collana di romanzi fantasy creata dalla scrittrice britannica J.K Rowling sta per assistere a una seconda fiorituraWarwick David (foto Aidan Monaghan/HBO)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non esistono dubbi sul fatto che la nuova serie di Harry Potter sia uno degli eventi televisivi più attesi del prossimo futuro. La collana di romanzi fantasy creata dalla scrittrice britannica J.K Rowling sta per assistere a una seconda fioritura, grazie all’impegno dell’emittente HBO nel rilanciare il franchise con un progetto per il piccolo schermo non inferiore, per ambizione e valori produttivi, all’omonima saga cinematografica targata Warner Bros.
Con i lavori sul set che procedono a vele spiegate e una data d’uscita fissata, al momento, a un generico 2027, la prima stagione di Harry Potter promette un adattamento ancora più accurato dell’opera originale, come confermato di recente da Warwick Davis, storico interprete del Professor Flitwick nei film e attualmente impegnato nello stesso ruolo anche per la versione televisiva. Offrendo qualche anticipazione nel corso di un’intervista a Radio Times, ha dichiarato: «Ci sto lavorando in questi giorni, ma non posso realmente dire nulla oltre il fatto che stanno raccontando di nuovo queste storie meravigliose, ma con più profondità e dettagli rispetto al passato».
Allineandosi alle precedenti rassicurazioni dell’emittente, che ripone grande fiducia nel lavoro svolto dalla scrittrice Francesca Gardiner e dal regista Mark Mylod, Davis ha ulteriormente ribadito rivolgendosi ai fan: «Sono degli adattamenti davvero fedeli del romanzo». E, descrivendo le sensazioni provate su un set che rievoca vecchie esperienze, ha aggiunto: «Stiamo ovviamente raccontando la stessa storia; quindi, ci sono dei momenti simili che stiamo vivendo come attori sul set. Ma è strano tornare negli stessi studios, rifare tutto da capo, perché Leavesden è dove abbiamo girato i film».
A segnare inevitabilmente un netto distacco rispetto alla saga cinematografica sarà il cast nuovi attori, e ancor più i giovanissimi protagonisti che hanno ereditato i ruoli di Harry Potter, Ron Weasley ed Hermione Granger. Risale a pochi giorni fa la reazione di “Dominic Mclaughin - interprete di Harry - dopo aver ricevuto una lettera d’incoraggiamento nientemeno che da Daniel Radcliffe, la star che ha dato volto al personaggio nei film a partire da “Harry Potter e la Pietra Filosofale” del 2001.
Ospite del Saturday Mash-Up! Live su CBC, McLaughin ha condiviso le emozioni provate dopo aver ricevuto la lettera: «Ho ricevuto una lettera da lui in persona, Daniel Radcliffe. È stato pazzesco. Mio papà mi ha toccato (la spalla) sul treno e semplicemente mi ha dato questa lettera. L'ho letta e poi sono arrivato in fondo, e c'era scritto Dan R. Stavo impazzendo, ma dovevo restare calmo. Ero sul treno».
Svelando inoltre qualche dettaglio sul clima di lavoro che si respira sul set, ha aggiunto: «Sta andando alla grande, sta andando davvero bene. Ho fatto amicizia con tutti, è fantastico essere lì». Accennando invece al contenuto della lettera in una puntata di Good Morning America, Daniel Radcliffe ha affermato, rivolgendosi al nuovo protagonista: «Spero che tu ti diverta tantissimo, e che ti possa divertire ancora più di quanto mi sia divertito io. Io mi sono divertito molto, ma spero che tu ti diverta ancora di più».
Chi invece, a differenza di molti altri, ha sempre dichiarato di voler prendere le distanze dal personaggio interpretato nei film della saga è l’attore britannico Harry Melling, inizialmente noto per il ruolo di Dudley Dursley, cugino di Harry, e oggi tornato alla ribalta dopo le apparizioni in titoli come la serie Netflix “La regina degli Scacchi” e il film “The Pale Blue Eye - I Delitti di West Point”.
Sottolineando l’importanza di distinguere sempre il ruolo dal suo interprete, ha affermato: «Non voglio che le persone abbiano un'idea di chi sono iniziando un film. Voglio che vedano solo il personaggio, ed è forse per questo che sembra tutto così eclettico e non puoi incasellarlo». Ricordando poi le esperienze contrastanti vissute da bambino durante le riprese, ha aggiunto: «Affermarti così presto all'interno di un franchise enorme come questo non è mai stato un punto di arrivo. A 10 anni, o quel che era, c'era ancora tantissimo da fare. Già all'epoca, sapevo che rimanere intrappolato nella cosa dell'attore bambino avrebbe limitato le altre cose che volevo fare».
