A 20 anni dall’ultimo album in studio, tornano i Gazosa, la band romana che per mesi ha fatto cantare l’Italia col ritornello “www mi piaci tu” e “Stai con me forever”, canzone vincitrice nella sezione Nuove proposte al Festival di Sanremo del 2001. Ora quei ragazzini sono cresciuti, la formazione si è in parte modificata e sulle radio gira già da qualche giorno il nuovo brano, “L’italiano”.

Federico e Valentina Paciotti (rispettivamente voce e chitarra) insieme a Vincenzo Siani (batteria) si sono affidati a un regista sardo per la realizzazione del videoclip. “Niente più ballate ma un sound in stile punk, stoner e grunge”, spiega a L’Unione Sarda Valerio Matteu, il 36enne di San Giovanni Suergiu che ha firmato anche la produzione esecutiva. Accademie tecniche alle spalle, fino alla New York Film Academy, Matteu è stato il regista di altri noti video come “Boom” di Valeria Marini e “Io sono pazzesco” di Federico Fashion Style, solo per citarne alcuni. Ma si occupa anche di documentari, in particolare sulla Sardegna.

Come ha conosciuto i Gazosa?

“Nel 2019 ho lavorato con Jessica Morlacchi, l’ex cantante della band, per un suo singolo e da allora siamo rimasti in ottimi rapporti. Poi ho conosciuto per caso Federico, il chitarrista, e Valentina. Mi hanno chiesto qualche informazione su come vengono realizzati i video e abbiamo girato una demo privata, mai pubblicata, giusto per capire come potevano rilanciare la band. La risposta dei discografici è stata positiva e quindi hanno registrato vari brani, tra cui ‘L’italiano’”.

Nel frattempo la formazione è cambiata.

“Sì, ma con nessuna polemica al suo interno, solo scelte professionali. Io ricordavo i Gazosa di ‘Www mi piaci tu’ e ‘Stai con me (forever)’, avevano avuto un successo grandissimo tanto che le loro canzoni erano state usate per delle pubblicità, jingle che tutti all’epoca conoscevano a memoria”.

Valerio Matteu, 36 anni, regista di San Giovanni Suergiu (foto Federica Sclippa - concessa)
Valerio Matteu, 36 anni, regista di San Giovanni Suergiu (foto Federica Sclippa - concessa)
Valerio Matteu, 36 anni, regista di San Giovanni Suergiu (foto Federica Sclippa - concessa)

Cos’ha pensato per “L’italiano”, il video del loro ritorno?

“Non si poteva replicare il genere che facevano nei primi anni Duemila, non è più di moda. E quel sound è troppo distante dalla loro attuale età (33 anni Valentina, 32 Federico, 36 Vincenzo, ndr), era chiaro che un cambiamento fosse necessario. Mentre costruivano le canzoni mi hanno coinvolto nel loro percorso improntato più sul punk ma con arrangiamenti particolari. Subito mi sono venute in mente delle citazioni cinematografiche che rappresentassero l’italianità”.

Per esempio?

“Fantozzi che mangia la frittata di cipolle, che tra l’altro ho preparato io stesso per il set e mi hanno detto che era pure buona, o riferimenti a ‘La grande bellezza’, o ancora a ‘Toro scatenato’ di Scorsese, che i più giovani magari non conoscono ma l’ho inserito per non essere troppo scontato e proporre qualcosa di più ampio respiro”.

Dove avete girato?

“Tra Roma e Latina. La palestra è quella della Parisi boxe a Latina, a Roma abbiamo usato il Wallnut Studio, molto bello, grande, con uno sfondo enorme. E abbiamo montato il nostro set”.

Quali sono state le difficoltà?

“L’organizzazione tecnica delle riprese, la preparazione delle scene, ne abbiamo girate tantissime e non abbiamo potuto inserirle tutte. Poi qualche sfasamento temporale: ad esempio il primo giorno all’una di notte avremmo dovuto registrare su un tetto ma ci siamo resi conto che, essendo in centro città, anche con solo il rumore della batteria avremmo provocato un frastuono tale da rischiare l’intervento della polizia. Ci siamo divertiti molto, si è creato un bell’ambiente, fatto di grande collaborazione e molte risate”.

Valerio Matteu sul set\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
Valerio Matteu sul set\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
Valerio Matteu sul set (foto Federica Sclippa - concessa)

E la scena in cui suonano nudi?

“È una citazione riferita a ‘What’s my age again’ dei Blink-182. Parla della società che ce l’ha con un 23enne che vuole fare cose da ragazzino, mentre gli amici gli dicono che dovrebbe comportarsi come uno della sua età. E nel video corrono nudi. Ho adattato la scena, anche se avrei voluto fosse girata in un campetto ma non c’erano le condizioni climatiche adatte. In ogni caso desideravo che uscisse la vera natura dei Gazosa, ‘dovete essere reali’, ripetevo, e il massimo della trasparenza è la nudità”.

Il regista Valerio Matteu spiega una scena\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
Il regista Valerio Matteu spiega una scena\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
Il regista Valerio Matteu spiega una scena (foto Federica Sclippa - concessa)

Il riferimento a “La grande bellezza”?

“Realizzato sulla terrazza di un hotel, ho messo anche la colonna sonora del film, ‘A far l’amore comincia tu” di Raffaella Carrà, proprio per farli entrare in quell’atmosfera. In fondo è un video con molte scene comiche, al limite del demenziale con una chiave di lettura sottile. Mi hanno lasciato la completa libertà artistica di fare quello che volevo. Del resto il regista è come un medico, mica gli puoi spiegare come curare”.

Fantozzi?

“L’ho scelto per una questione affettiva, rappresenta l’italianità degli anni ‘70 e ‘80, il cuore dell’italiano medio in quell’epoca. Poi c’è anche una provocazione, dato che in quella scena lui guarda la partita tra la Nazionale e l’Inghilterra per la qualificazione in Coppa del Mondo mangiando la frittatona di cipolle. Molti italiani hanno una sorta di ossessione per il calcio, una passione che ci fa divertire, ci unisce anche ma ci distrae tanto, a volte impegna energie che ci distolgono da altre cose importanti. Ci focalizziamo sui successi della nostra squadra tanto da immedesimarci, e dimentichiamo che la vittoria non è nostra. Questa ovviamente è una mia visione personale”.

La preparazione della scena che richiama Fantozzi\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
La preparazione della scena che richiama Fantozzi\u00A0(foto Federica Sclippa - concessa)
La preparazione della scena che richiama Fantozzi (foto Federica Sclippa - concessa)

Ci sono dettagli nascosti che non appaiono a prima vista nel video?

“Mi vengono in mente le scene in cui Valentina, mentre il testo parla di buon cibo e amore per lo sport, che fa la spesa, stira, ma non sono rappresentazioni di stereotipi della donna italiana. Trapela sempre l’atteggiamento ammiccante e sexy, e forse questo non è facile da cogliere”.

Nei ringraziamenti il gruppo le ha dedicato una frase: “Sei il numero uno”.

“Perché si è creata una giusta alchimia, siamo più o meno coetanei, parliamo la stessa lingua”.

Come mai non sceglie location in Sardegna che offre scenari unici?

“Non è un ‘non volere’, propongo sempre agli artisti di girare scene in Sardegna, purtroppo ci sono grandi problemi logistici anche solo considerando gli alti costi del trasferimento. Nell’Isola sto facendo invece un lavoro diverso, si chiama “Sardinia Secrets”, un documentario con una voce più poetica, seria e impegnata”.

Altri progetti?

“Sto scrivendo un horror ambientato proprio in Sardegna, una sceneggiatura di un film che si ispira ai racconti di ‘Sa domu ‘e s’orcu’, inserendo aspetti legati alla ritualità e all’ancestralità, ai riti, ai Mamuthones, a un demone sardo, perché un diavolo nelle storie e nelle favole c’è sempre, che magari si nasconde in un nuraghe. E poi in cantiere c’è un nuovo videoclip di una showgirl che ha un legame con la Sardegna, ma non posso anticipare nulla”.

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