«Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!».

Sanremo ormai è in archivio ma fanno ancora discutere le parole che Carlo Conti ha rivolto alla moglie Francesca Vaccaro nella finale, dopo l'esibizione di Samurai Jay. Un riferimento ai jeans con dettaglio "cut out", che lasciavano scoperto il fondoschiena, indossati dalla ballerina dominicana di origini sarde Francesca Tanas, 24 anni. Per di più poco prima dell’intervento sul palco di Gino Cecchettin, il padre di Giulia uccisa dall’ex, che aveva parlato di violenza sulle donne con un appello ai più giovani a non alimentare la cultura del possesso.

«La violenza – aveva detto Cecchettin – si riconosce perché avviene prima, inizia molto prima di quello che pensiamo. Inizia quando scambiamo il controllo con l'amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione. Quando non educhiamo al rispetto e quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute sessiste, quando usiamo violenza nelle nostre parole».

Una «battuta», l’aveva definita Conti. Ma la danzatrice a cui è stata rivolta non la pensa così. 

«Ci tengo a puntualizzare che sto tizio di nome Carlo Conti mi ha letteralmente sessualizzata per dei pantaloni da show – ha scritto su Instagram – e, come se non bastasse, ha messo in imbarazzo la moglie palesando e minimizzando la gelosia e l’imposizione nel dirle cosa può indossare e cosa no». «Nel mentre – chiude - mi auguro che le abbia chiesto scusa e magari se ci pensa qualche minuto di più, che chiedesse scusa anche a me».

«Mia moglie ha capito di quali jeans parlavo e ha sorriso insieme a me», le parole di Conti sui social, con l’hashtag #Leggerezza, postando lo scatto di spalle di Tanas.

«Mi sembra assurdo – fa eco Claudia Laruccia, altra ballerina del corpo di ballo di Samurai – scrivere #leggerezza, sminuendo, ridicolizzando e postando una foto di una ballerina». «Il problema non sono i jeans, il problema sono i commenti che si fanno senza pensare a come si potrebbe sentire la persona in questione. Per di più poco prima di parlare di rispetto per le donne».

© Riproduzione riservata