“Alien”: Sigourney Weaver ricorda James Cameron e la tensione vissuta sul set durante le riprese del primo film
Le urla del regista ai più giovani durante le riprese, e l’intervento dell’attricePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sono più unici che rari i casi in cui un sequel, anche trattandosi di un film dallo stile e dal genere molto diversi, riesce a eguagliare il prestigio e la qualità del suo predecessore. È ciò che è riuscito a fare James Cameron con “Aliens: Scontro Finale”, seguito del cult del 1979 diretto da Ridley Scott, con protagonista, ancora una volta, la splendida Sigourney Weaver.
Traghettando la saga fantascientifica dall’originale impronta horror alle vibrazioni dell’action, il titolo vede ancora una volta Ellen Rilpey muovere le vicende dopo essere sopravvissuta, come unica superstite della nave Nostromo, al primo incontro con la letale forma di vita aliena nota come Xenomorfo. Tornata sulla terra e accolta dalla comunità con scetticismo, partirà in missione nella galassia per indagare sulla scomparsa di alcuni colonizzatori su LV-426, risvegliando emozioni di incontenibile terrore.
Ricordando le esperienze vissute sul set nel lontano 1986, Weaver ha accennato a un aneddoto in cui difese gli attori di fronte a un Cameron testardo e ancora immaturo, che da quel momento avrebbe imparato a relazionarsi meglio con la sua troupe. Durante le riprese, quando un giovane interprete faticava a recitare alcune scene, l’attrice disse al regista, dopo averlo sentito urlare contro il collega: “Quando urli a un attore, urli a tutti noi, quindi prova a capire che quello che sta facendo è davvero difficile. Forse prova a girare qualcos'altro mentre si abitua a fare le cose come vuoi tu”. Questo episodio, continua la Weaver, non solo convinse Cameron a prendersi un momento di pausa, ma aiutò anche a instaurare un clima di lavoro più saldo e produttivo, fondato sulla tutela e non sull’autoritarismo.
Ripensando al carico di lavoro e alla pressione che Cameron dovette sostenere in quegli anni, nel gestire un gruppo di attori così giovani e una produzione tanto importante, la Weaver ha inoltre affermato quanto il regista sia diventato, col tempo, molto più maturo e competente nel gestire le relazioni umane: “È un bravo ragazzo. Credo davvero che Jim sia diventato più equilibrato”.
Ed evidenziando il suo lato ironico e leggero, che emergeva solitamente durante le cene fuori dal set, ha aggiunto: “Non era così durante le riprese. Era incredibilmente divertente e arguto. Posso capire perché non riuscisse a mostrarsi come avrebbe voluto durante Aliens, perché fu un set difficile, specialmente per lui”.
Gli appassionati più incalliti di Alien hanno potuto tornare a gioire con “Alien: Pianeta Terra”, lo spin-off televisivo realizzato in collaborazione con FX e Disney Entertainment Television, ambientato anni prima degli eventi narrati nel film originale di Scott. Dopo aver assistito, nell’episodio finale, a un inaspettato cliffhanger, il creatore Noah Hawley ha garantito che lo show proseguirà con una seconda stagione, le cui riprese cominceranno a Londra a partire da quest’anno. A seguito dell’annuncio, il presidente di FX John Landgraf ha dichiarato in proposito: “È un grande privilegio per noi lavorare con Noah da oltre un decennio su alcune delle serie più importanti e apprezzate di FX, e siamo entusiasti di estendere la nostra partnership in futuro. Noah non smette mai di sorprenderci con storie davvero originali e la sua capacità unica di dar loro vita in modo vibrante come regista, produttore e sceneggiatore lo rende straordinario. Non vediamo l'ora di iniziare a lavorare alla prossima stagione di Alien: Pianeta Terra e ad altri progetti futuri altrettanto entusiasmanti in fase di sviluppo avanzato”.
Proprio sulla serie “Alien: Pianeta Terra”, la Weaver non ha nascosto le proprie difficoltà nel seguire le puntate, impressionata dalla vista delle orrende mostruosità che popolano l’ambientazione. Ha confessato in una passata intervista: “Lo sto guardando come una persona normale. Devo fissare un appuntamento con mio marito perché non voglio vederla da sola, nel caso che una di quelle creature esca dallo schermo. Quindi dobbiamo organizzarci. Sono rimasta indietro con la visione, ma quelle che ho visto sono affascinanti”.
Ed elogiando il lavoro del collega Noah Hawley, ha aggiunto: “Ammiravo il lavoro di Noah in Fargo, ed ero curiosa di vedere cosa avrebbe fatto con questo mondo. E ciò che ammiro è che non è incentrato sugli alieni. Riguarda il mondo in cui vivremo tra 100 anni. Credo che la portata sia molto più grande rispetto a un progetto Alien. È molto più sul nostro mondo, su ciò che accadrà, su ciò che sarà importante, sul ruolo dell'avidità. Ha fatto esplodere alcuni dei temi che sono sempre stati parte della saga di Alien, e penso che sia magnificamente interpretata e realizzata. Non riesco a credere che sia televisione, davvero”.
