Va avanti l’iter del “piano casa” per il settore turistico varato prima del più ampio progetto per l’edilizia nazionale voluto dal governo: l’obiettivo è contrastare i costi elevati e la carenza di personale di cui soffre il settore. Ha raccolto numeri superiori alle aspettative lo sportello per la presentazione delle domande relative all’incentivo “staff house”, la misura promossa dal ministero del Turismo per sostenere la riqualificazione degli alloggi destinati ai lavoratori del comparto (una filiera di oltre 2,9 milioni di occupati). Alla chiusura (5 maggio) le domande erano 102 per un ammontare complessivo di agevolazioni richieste pari a circa 80,8 milioni di euro, cifra superiore ai 54 milioni di dotazione finanziaria. Il valore complessivo dei piani di investimento supera i 149 milioni di euro.

«Il successo della misura dimostra che il ministero del Turismo ha saputo intercettare e rispondere a un bisogno reale delle imprese del settore, proseguendo sulla strada giusta per sostenere la competitività e la sostenibilità del sistema turistico nazionale». La valutazione delle domande spetterà a Invitalia. 

Più nel dettaglio la misura ha intercettato in prevalenza le piccole e medie imprese (66% delle domande) e le microimprese (22%). La distribuzione geografica rispecchia la mappa turistica con il Trentino-Alto Adige che si conferma la Regione più attiva (25% delle domande, 39,9 milioni di euro di investimenti previsti e 21,8 milioni di agevolazioni richieste). Seguono il Veneto (13% delle istanze, 17 milioni di investimenti, 9 milioni di agevolazioni) e la Campania (11% delle richieste, 16,4 milioni di investimenti, 10 milioni di contributi).

Il finanziamento è concesso per investimenti con valore tra 500mila e 5 milioni di euro per la qualificazione, l’ammodernamento o il completamento (anche sotto il profilo dell’efficientamento energetico e della sostenibilità ambientale) degli immobili destinati alla creazione di alloggi da assegnare a condizioni agevolate ai lavoratori impiegati presso la struttura turistico ricettiva o presso l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande. I progetti devono garantire la disponibilità di almeno dieci posti letto per singolo intervento.

L’assegnazione deve durare almeno nove anni a partire dalla fine dell’intervento, con una riduzione del canone pari ad almeno il 30% rispetto al valore medio del mercato. Il bando per i 54 milioni è il secondo intervento di cui si compone lo “staff house” del settore turistico. A dicembre era scaduto quello che destinava 66 milioni alle spese sostenute dalle imprese - in un periodo compreso tra 5 e 10 anni - per sistemare i lavoratori presso le proprie strutture. In quel caso si erano registrate 291 domande per un totale di 65 milioni di euro di contributi e 68mila posti letto.

Riccardo Ferrazza

(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 8 maggio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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