Investimenti pubblici nell’agroalimentare: +46% dal 2023 al 2025
Nel periodo post Covid, tra il 2023 e il 2025, la “scommessa” sul comparto sfiora i 17 miliardi di euroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nel post Covid, e cioè tra il 2023 e il 2025, sono stati investiti sul settore agroalimentare italiano 16,8 miliardi di euro, con una crescita del 46% rispetto al triennio precedente. È il principale dato emerso dalla decima edizione del Forum Food & Beverage organizzato a Bormio (Sondrio) da The European House Ambrosetti e nel corso del quale è stato anche presentato l’Osservatorio sulle politiche agroalimentari, che monitorerà gli effetti delle politiche a supporto del settore. «Da questi investimenti – hanno spiegato da Teha - discende un impatto diretto stimato sul settore agroalimentare di circa 87 miliardi di euro di valore aggiunto e un beneficio complessivo sul sistema Paese (quindi su occupazione, redditi, consumi, filiera produttiva) stimabile in circa 246 miliardi nel medio lungo periodo. Di questi, 67,8 miliardi saranno già osservabili nell’arco dei prossimi tre anni». L’Osservatorio sottolinea inoltre un cambio di passo rispetto al passato: dal 2010 al 2022 il sostegno pubblico all’agricoltura è rimasto sostanzialmente invariato, con una media annua che non ha superato i 12,4 miliardi. «Nel confronto internazionale – ha commentato il managing partner e ceo di The European House Ambrosetti, Valerio De Molli – emerge un divario significativo nel livello di sostegno pubblico: negli Stati Uniti il budget dell’Usda (United States Department of Agriculture) rappresenta il 40,1% del fatturato agricolo, quasi quattro volte in più del 10,4% garantito dalla Politica agricola comune Ue. In questa ottica va accolto positivamente il rafforzamento delle politiche nazionali, decisive per sostenere competitività, resilienza e autonomia strategica dell’agroalimentare italiano». Secondo i dati dell’Osservatorio le principali linee guida seguite dagli investimenti sull’agroalimentare nell’ultimo triennio hanno visto al primo posto (con 6,1 miliardi) i sostegni alla capacità produttiva delle filiere strategiche. Gli interventi sull’innovazione tecnologica e l’autonomia energetica hanno mobilitato 5,6 miliardi. La promozione dell’imprenditoria giovanile in un’ottica di ricambio generazionale ha beneficiato di 0,4 miliardi. I sostegni al consumo alimentare hanno intercettato 3,6 miliardi per tutelare il potere d’acquisto e promuovere i prodotti di qualità, e la sicurezza alimentare. Mentre 1,1 miliardi sono stati utilizzati per proteggere la produzione da crisi sanitarie e fitosanitarie. L’Osservatorio Teha ha anche aggiornato la stima sul fatturato del settore agroalimentare che nel 2024 ha raggiunto i 269,9 miliardi, di cui 193 miliardi generati dall’industria Food & Beverage e 76 miliardi dal comparto agricolo e ha messo a segno una crescita del 42% rispetto al 2015. «Questi dati – ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - certificano l’impatto degli investimenti del Governo Meloni, 16,8 miliardi di euro, nel settore agroalimentare. Abbiamo messo queste risorse nell’ottica di una strategia di crescita dell’intero settore per rafforzare la produzione, la promozione e la protezione delle nostre imprese e dei nostri prodotti. Abbiamo più che raddoppiato gli investimenti del Pnrr in agricoltura passando da 3,6 a 8,9 miliardi di euro, rafforzando le imprese con investimenti nell’energia, nell’approvvigionamento idrico e nella capacità di fare sistema. E abbiamo rafforzato le logiche di filiera. I dati di oggi confermano che avevamo ragione, questi investimenti genereranno oltre 240 miliardi di euro di valore nel tempo».
Giorgio Dell’Orefice
(Estratto da “Norme & Tributi Plus Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
