Il Gse sta confermando l’esito po­sitivo della comunicazione pre­ventiva per l’iperammortamento 2026 (maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumen­tali). Il testo della comunicazio­ne certifica «l’esito positivo della verifica del corretto caricamento dei dati e della completezza delle informazioni rese», senza riferi­menti a prenotazione, riserva o accantonamento delle risorse a favore dell’impresa interessata.

Quest’impostazione segna una differenza significativa rispetto al meccanismo del Piano Transi­zione 5.0, dove le comunicazioni del Gse riportavano l’importo del credito prenotato e la quota di risorse a favore del beneficiario, fornendo una sostanziale certez­za sulla disponibilità dei fondi.

Impostazione coerente con quan­to specificato dal Mimit, nell’ultimo evento organizzato da Confindu­stria, che asserisce che il meccani­smo è differente rispetto al piano Transizione 5.0 e non ha un sistema di prenotazione, visto che i9,8 mi­liardi sarebbero una stima dei fondi e non un tetto di spesa vincolante.

Anche per il Tax credit 4.0, luglio è uno snodo cruciale per le impre­se. Con il 30 giugno si è chiusa la possibilità di completare gli inve­stimenti agevolati per i quali ordi­ne e acconto del 20% sono stati soddisfatti entro il 31 dicembre 2025. A questo punto, alle impre­se resta fino al 31 luglio per inviare al Gse la comunicazione di avve­nuto completamento dell’investi­mento. Per l’interconnessione, in­vece, non c’è scadenza esplicita a fine mese, ma occorre che le imprese valuti­no gli aspetti legati all’«interconnessione tar­diva», che l’agenzia delle Entrate ha chiarito in passato con la risposta agli interpelli.

Vista la situazione attuale, dopo il 31 luglio non si potranno inviare altre comunicazioni al Gse sul Tax credit 4.0, pertanto occorre che le imprese si attivino per evitare che un man­cato adempimento faccia cadere il diritto al credito. La precedente scadenza, prevista inizialmente al 31 gennaio 2026 e riservata alle imprese con investimento completato entro il 31 dicembre 2025, aveva fruito di un’estensione last minute della finestra di invio con proroga al 31 marzo 2026 (Decreto direttoriale 28 gennaio 2026).

La proroga era stata disposta al fotofinish, vista la necessità di estendere i termini per la presen­tazione delle comunicazioni di completamento previsti dall’articolo 2, comma 4, del decreto di­rettoriale 15 maggio 2025, in modo da consen­tire alle imprese di ultimare la procedura.

Resta nel silenzio la situazione degli «eso­dati» del credito d’imposta Transizione 4.0, ossia delle imprese che hanno presentato la comunicazione preventiva ma che, dopo l’e­saurimento dei fondi, non hanno ricevuto co­municazioni del Gse. L’unico riscontro è stato l’avviso con cui è stato comunicato l’esauri­mento del plafond. Da allora non sono segui­te indicazioni operative né aggiornamenti sul possibile scorrimento delle richieste o sul po­tenziale rifinanziamento della misura.

Contestualmente, le imprese non hanno più potuto accedere al portale Gse per comple­tare gli adempimenti previsti, né per perfe­zionare l’iter avviato. Questo impedisce an­che la conclusione delle pratiche presentate, lasciando le imprese nell’incertezza.

Al via dal 15 luglio, invece, le istanze per il Fondo GreenTour.

Per accedere al bando le imprese devono presentare un piano di spesa minima di un milione, i progetti possono arrivare fino a 15 milioni, anche in forma congiunta con con­tratto di rete. Si rivolge a imprese turistiche e soggetti che dimostrino una prevalenza di attività legata alla filiera turistica.

Le domande potranno essere inviate sulla piattaforma Invitalia dal 15 luglio al 15 set­tembre. L’iter sarà valutativo con graduatoria e i progetti finanziabili devono avere preva­lente finalità energetica, con interventi trai­nanti come efficientamento e uso di rinnova­bili che devono rappresentare almeno il 51% delle spese, a cui si possono affiancare opere di digitalizzazione e soluzioni Esg.

Le agevolazioni coprono dal 15% all’80% del­le spese in base a dimensione, localizzazione e risultati energetici e l’intensità massima viene divisa tra un 54% di fondo perduto e un 46% di finanziamento agevolato, con la chance di coprire le spese di consulenza e in­novazione per le Pmi dal 50 al 100% nei limiti delle norme Ue.

Il 24 giugno scorso si è svolto il Click Day del Bando Inail Isi 2025, evento cruciale per le imprese non incluse negli elenchi «No Click day», principalmente quelle relative agli assi 5.1 (agricoltura) e 5.2 (giovani agricoltori), a eccezione dei progetti per la Sardegna (5.1) e la Liguria (5.2). Il nuovo calendario del Bando Inail Isi sarà reso noto entro il 10 luglio 2026 ed è fondamentale che le aziende interessa­te monitorino le comunicazioni dell’Istituto.

Roberto Lenzi

(Estratto da “Norme & Tributi Plus Fisco”, Il Sole 24 Ore, 1° luglio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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