La Finanziaria appena approvata lascia poco spazio agli investimenti, a politiche per lo sviluppo dell’Isola. Semplicemente perché gli 11,6 miliardi sono sempre stati vincolati a capitoli che ogni anno la Regione deve finanziare. In ogni legge di bilancio c’è una quantità di risorse liberamente utilizzabili – la cosiddetta massa manovrabile – che si aggira attorno ai cento milioni, e in questo caso quasi interamente dedicati all’adeguamento per legge del fondo sanitario regionale all’incremento di quello nazionale. È rimasto ben poco, dunque. E non costituisce un’eccezione il fondo unico degli enti locali, aumentato di cento milioni grazie alle risorse dell’accordo con lo Stato.

Ora però la Regione è al lavoro su una variazione che metterà a correre 750 milioni di euro non vincolati per tre anni: 250 milioni per 2026, 250 per il 2027 e 250 per il 2028. Stiamo parlando dell’intervento – approvato in Giunta a fine febbraio e dall'Aula in primavera – annunciato da tempo dall’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni: «Grazie all’accordo con lo Stato sulle entrate, abbiamo potuto iscrivere in bilancio risorse aggiuntive, pari a 1 miliardo e 70 milioni di euro, che ci consentiranno, già nelle prossime settimane con la variazione di bilancio, di rafforzare ulteriormente gli interventi a favore della Sardegna», ha spiegato due giorni fa subito dopo il via libera alla Finanziaria.

Una variazione definita come «la più importante della legislatura» perché, a differenza di quelle che vengono fatte in assestamento ogni anno e che utilizzano l’avanzo da spendere nell’anno in corso, è triennale. Tre anni – il 2026, il 2027 e il 2028 – che sono il cuore della legislatura che terminerà nel 2029. Una vera e propria manovra, dunque, ma a differenza delle tradizionali da approvare a fine anno, ha risorse tutte svincolate.

L’idea – secondo fonti di maggioranza - è di non frammentare le risorse, di scegliere piuttosto due o tre politiche importanti e puntare su quelle. All’insegna della massima condivisione con il Consiglio che non deve essere un passacarte. Insomma, l’obiettivo è evitare frizioni e polemiche tra gli assessorati che propongono gli investimenti e l’Assemblea sarda ultimamente tagliata fuori nella fase di programmazione delle risorse. A cosa saranno destinati questi 750 milioni? Intanto una premessa: uno spazio importante avranno anche in questo caso sanità e politiche sociali. Infatti, i cento milioni per l’adeguamento al fondo nazionale stanziati in finanziaria non sono sufficienti. Ne servono altri cento da inserire nella variazione. Poi, di sicuro saranno riconsiderate tutte le misure per combattere lo spopolamento, in particolare sarà ricalibrata qualche politica. Grande attenzione sarà dedicata all’attrazione di investimenti, entreranno anche i 30 milioni per la fusione degli aeroporti sardi, interventi anche sulla filiera bovina ma solo per la parte rispetto a cui non sono utilizzabili fondi europei.

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