La rivolta del Pd sardo contro Roma parte da Oristano. Nella notte, dopo una l'affollata riunione della direzione regionale nella sede di via Canepa, il segretario Silvio Lai esce con un mandato forte, unanime. L'ordine della candidature, nelle liste elettorali per la Camera e il Senato approvate dalla direzione nazionale, vanno riviste, tenendo conto del risultato delle primarie.

Una decisione che era nell'aria dopo che, negli ultimi due giorni, nell'isola si era assistito a un terremoto, con dimissioni (prima fra tutte quella del capogruppo in Consiglio regionale Giampaolo Diana) e autosospensioni.

Ecco il "dispositivo" integrale comunicato ieri dopo mezzanotte al termine dell'assemblea di Oristano.

La Direzione Regionale del Partito Democratico della Sardegna:

- sentita la relazione del Segretario, il dibattito e le conclusioni le approva;

- condivide la scelta di non dare l'intesa prevista ai sensi del regolamento nazionale perché non coerenti al mandato avuto nella direzione del 5 gennaio scorso (rispetto della graduatoria delle primarie, della differenza di genere e delle competenze sarde);

- non condivide l'ordine di lista approvato dalla direzione nazionale l'8 gennaio, pur nel giudizio positivo delle singole candidature selezionate;

- da mandato al segretario regionale ad operare per rivedere l'ordine di lista, secondo il mandato approvato dalla direzione regionale del 5 gennaio, operando nell'ambito della delega prevista nel dispositivo approvato nella direzione nazionale.
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