La possibile riduzione dei voli Ryanair da e per la Sardegna apre un nuovo fronte di scontro politico sulla gestione dei trasporti aerei regionali.

L’allarme arriva mentre la compagnia low cost lascia intendere che l’attuale quadro fiscale, in particolare l’addizionale comunale sui biglietti, renda gli aeroporti sardi meno competitivi rispetto ad altre destinazioni italiane ed europee.

Secondo Stefano Schirru, esponente di Alleanza Sardegna, la vicenda rappresenta il sintomo di un problema strutturale: l’assenza di una strategia chiara e coerente da parte della Regione sul tema della mobilità aerea. Da tempo Ryanair segnala come il costo aggiuntivo sui biglietti incida negativamente sulla sostenibilità delle rotte, soprattutto nei periodi di bassa stagione.

Un richiamo che, secondo l’opposizione, non avrebbe trovato risposte adeguate da parte della Giunta regionale.

Il rischio, ora, è che un eventuale ridimensionamento della presenza del vettore possa avere ricadute significative sull’economia dell’Isola. I collegamenti aerei rappresentano infatti una leva fondamentale non solo per il turismo, ma anche per la mobilità dei residenti e per l’attrattività del sistema produttivo sardo.

Una contrazione dei voli potrebbe colpire in modo diretto lavoratori del comparto turistico, imprese e territori già penalizzati dalla stagionalità.

Più volte la politica regionale ha sottolineato l’importanza di destagionalizzare i flussi turistici e favorire lo sviluppo economico durante tutto l’anno, obiettivi difficilmente raggiungibili senza collegamenti aerei frequenti, stabili e a costi accessibili.

Da qui la richiesta rivolta alla Regione di chiarire quali misure intenda adottare per evitare la fuga dei vettori e salvaguardare i collegamenti con il resto del Paese e dell’Europa.

Per l’opposizione, l’attuale fase richiede scelte politiche precise e tempestive: il tempo dell’attesa e dell’improvvisazione, avvertono, sarebbe ormai superato.

(Unioneonline/Fr.Me.)

© Riproduzione riservata