Zero sedute e zero ore di lavoro: a giugno il Consiglio regionale della Sardegna non si è mai riunito. Un mese nel quale gli onorevoli pare abbiano lavorato nelle retrovie per arrivare a un accordo sulla “manovrina” da 750 milioni di euro (forse più) che dovrebbe approdare in Aula a breve: una legge annunciata a febbraio, discussa in commissione fino a metà giugno. Ma nella sede istituzionale del Parlamento no, lì non c’è mai entrata. I microfoni sono rimasti spenti. E non è stato deciso nulla. 

Lo dicono le statistiche appena pubblicate sul sito istituzionale, aggiornate al 30 giugno. I numeri sono chiari: il Consiglio regionale in tutto il 2026 ha lavorato 73 ore e 25 minuti. Le riunioni sono state  29. Ma fare la media (poco meno di cinque sedute al mese) significherebbe non rappresentare la realtà. 

Perché il dato è così "alto" solo perché a gennaio il Consiglio si è riunito 13 volte (poco meno della metà del totale). Nei mesi successivi le riunioni sono state sporadiche: appena 3 a febbraio (con 6 ore e 42 minuti di lavoro), addirittura solo 2 a marzo (durate in tutto 2 ore e 59 minuti), 4 ad aprile e 7 a maggio. Poi il buco di giugno: l’Aula non viene convocata dal 26 del mese precedente.  E anche a luglio, per ora, niente. 

Certo, ci sono i lavori delle commissioni. Ma l’opera dei parlamentini dovrebbe sfociare in atti deliberato dal Consiglio nella sua interezza. 

Vista la quantità (risibile) di lavoro, magari è alta la qualità dei risultati? In sei mesi sono state discusse mozioni, interrogazioni e interpellanze. E le leggi approvate nel 2026 durante la legislatura Todde, dalle quali dipende il destino della Sardegna? 

La più importante è la Finanziaria. A febbraio via libera anche alle  "Disposizioni in materia di personale e di proroga di graduatorie". Ma anche a quelle “per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna” (norma sulla quale è stato necessario tornare anche a maggio).  Si è anche messo  mano alla vicenda «delle aree e degli alloggi assegnati nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini a seguito dell'alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti». L’Aula ha legiferato anche «in materia di promozione, sviluppo sostenibile e sistema di governo dell'intelligenza artificiale in Sardegna»  e sulla fruizione dei centro estivi. A maggio, oltre che sul riordino della Protezione civile, il Consiglio ha provveduto anche a emanare «interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo». 

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