Decreto Aree idonee, FdI: «Rimedio al Far West di Draghi e Todde». La replica del M5S: «Realtà distorta»
La Regione soddisfatta del testo. Scambio di accuse tra le senatrici Antonella Zedda e Sabrina LicheriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Siamo molto soddisfatti per il risultato ottenuto, sono state accolte le nostre proposte, crediamo di aver dato importante contributo». Lo ha detto l'assessore all'Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, al termine della Conferenza unificata fra Stato, Regioni e Comuni che ha approvato il testo definitivo del decreto del Mase che fissa i criteri per l'individuazione delle aree idonee agli impianti di fonti rinnovabili. «Come Regione Sardegna – ha aggiunto Cani – abbiamo contribuito a normare una materia a livello nazionale, che ha forti implicazioni positive per la Sardegna e i sardi».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore regionale dell’agricoltura, Gian Franco Satta: «Non possiamo che essere soddisfatti per lo straordinario risultato ottenuto. Si tratta di un gigantesco passo politico che riafferma la bontà delle argomentazioni che la Regione ha messo in campo per tutelare il proprio futuro. La determinazione del nostro Governo regionale, dalla nostra presidente Alessandra Todde, ha sciolto un nodo importante e fondamentale per costruire la vera sostenibilità dell’Isola. Lo straordinario risultato ottenuto ci incoraggia a non fermarci e a rivendicare, ogni minuto e ogni giorno, i diritti che spettano ai sardi e alla Sardegna».
Soddisfazione per il via libera al testo è stata espressa anche dall’opposizione di centrodestra: «Apprendo con felicità il dato che la conferenza unificata, abbia approvato oggi il decreto delle aree idonee. Decreto che ora dovrà essere emanato dal ministro Pichetto Fratin», commenta Antonella Zedda, senatrice e coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia in Sardegna.
«Non avevo nessun dubbio – aggiunge l’esponente del partito della premier Meloni – che i ministri competenti per materia del governo Meloni avrebbero accolto le istanze proposte alle Regioni, perché l'atteggiamento, su ogni materia che affrontiamo, è di assoluta collaborazione con le altre istituzioni».
Zedda però punge il Campo Largo e la giunta Todde: «L’atteggiamento dei ministri – prosegue in una nota – non è un atteggiamento di guerra o contrapposizione come accaduto in queste ore in Sardegna, vedasi il comportamento dall'assessore Manca nei confronti dei sindaci della Sardegna».
«Un rilievo – conclude Zedda – è doveroso farlo: se due anni fa, quando al governo nazionale c'era Draghi e la viceministro Todde oggi Governatrice della Sardegna, avessero accolto le istanze delle Regioni, non avremmo perso questo tempo e non avremmo concesso due anni di far west dove chiunque e ovunque ha potuto pianificare di fare impianti di energia rinnovabili nella nostra amata terra sarda. Dunque, grazie al Ministro Pichetto, Grazie al Governo Meloni».
Ad Antonella Zedda replica Sabrina Licheri, senatrice sarda del Movimento 5 Stelle: «Il testo del DL aree idonee è un risultato concreto e pieno che pone finalmente un limite all’assoluta anarchia permessa dalla giunta Solinas per anni. Spiace vedere come esponenti sardi della maggioranza di governo siano ancora interessati più alle polemiche che non alle sorti del territorio che li ha eletti e che dovrebbero rappresentare in Parlamento. Già qualche giorno fa avevo esortato la senatrice Zedda a chiarire da che parte stava: con i sardi per porre un freno alla speculazione energetica o con il suo governo per dovere di casacca?».
«Oggi – prosegue Licheri - Zedda insiste e anziché limitarsi a salutare l’intesa sul decreto definita sulle posizioni della Sardegna, continua a distorcere la realtà richiamando il mantra del decreto Draghi. Ricordo alla senatrice Zedda e a tutti che il famoso decreto Draghi, su cui Alessandra Todde non ha avuto nessun ruolo, fu approvato con l’intesa piena della Regione Sardegna di Solinas (che era anche capofila del coordinamento tecnico della Conferenza sui temi ambientali e energetici). E le ricordo anche che ironicamente nella giunta Solinas il suo partito FdI occupava la casella dell’ambiente, lei faceva parte addirittura del gabinetto, e non si oppose ma avvallò l’avvio di quello che ora chiama Far West».
«Del resto – conclude Licheri - per la giunta Solinas non c’era nessun problema, visto che dal 2021 non ha mosso un dito per opporsi ma ha accettato ogni singola scelta senza mai battere ciglio. Per capirci: la Todde ha portato un disegno di legge in giunta dopo pochissimi giorni dall’insediamento. Quindi rinnovo il consiglio alla senatrice Zedda. Si limiti a riconoscere il risultato per la terra che la ha eletta e non si preoccupi: ora la Regione Sardegna ha una guida è un governo che fa gli interessi dei sardi, anche in Conferenza Stato-Regioni».
(Unioneonline)