Un progetto che funziona
Di Enrico PiliaIntanto, questo Cagliari – giovane, incostante, “infortunato” – ha fatto meglio delle squadre guidate da Claudio Ranieri e Davide Nicola. E mancano ancora tre partite, di cui due da giocare dentro casa, coccolati da una tifoseria che potrebbe festeggiare la permanenza in Serie A con i ragazzi lì, a pochi passi. Non era facile, non era scontato, nel calcio non puoi contare su certezze perché la palla sbatte sul palo e tutto va a catafascio.
Però puoi scegliere le persone, disegnare le situazioni, gestire il gruppo, costruire un percorso, esserci quando serve. E qui, oggi, è necessario fare nomi e cognomi. Al di là dei calciatori, che hanno dato il massimo seppure con qualche pausa, come accade anche nel Bayern. Tommaso Giulini – ricordate? – ha imposto la sua linea, all’undicesimo anno da presidente l’estate scorsa aveva deciso di puntare su Fabio Pisacane. Abbagliato da quella vittoria milanese della squadra Primavera. E giubilando in corsa un direttore sportivo preparato come Nereo Bonato - contrario alla promozione del tecnico della Under 20 – e affidando quella poltrona al decano dei diesse, Guido Angelozzi. Il presidente ha protetto il “prodotto” Cagliari dalle inevitabili intemperie che hanno colpito la sua grande scommessa, tra sconfitte, sussulti e anche grandi imprese, e ci ha visto benissimo. Lo stesso Pisacane merita un risarcimento morale per quello che ha dovuto leggere sui social.
Sul tecnico si è visto di tutto e di più, seppure il partito dei pisacaniani stia crescendo nelle percentuali. Non è stato un Cagliari che ha fatto impazzire, di sicuro il ragazzo di Napoli ha preso coscienza che fare l’allenatore di calcio è una professione dannatamente difficile, non solo a Cagliari. Ma ha condotto (ci siamo quasi) la nave rossoblù in porto e quello doveva fare. Per i giochisti e gli innamorati delle serate Champions rivolgersi al portone seguente.
Fra i vincitori della scommessa Cagliari, anche Angelozzi, che ha portato a casa cessioni favolose, qualcuna con strascichi emotivi scomodi (Luperto) ma le casse rossoblù ringraziano eccome. Il tifoso deve convincersi: il Cagliari è questo, vivere intensamente nella parte destra della classifica e alimentare una storia. Un traguardo che non è solo punti e gol, ma anche sana gestione, giovani che crescono bene, proprietà visibile e anche ambiziosa, quando possibile. Questa stagione sta andando in archivio ed è una delle migliori degli ultimi anni: se porti la tua formazione a Bologna e rischi di vincere dopo nove mesi di allenamenti e partite, significa che hai fatto bene il tuo lavoro. Tutto il resto non fa risultato, non è fondamentale per il progetto. Onore, quindi, a chi ci ha creduto, blindando lo spogliatoio (ritiri compresi) da tutti gli spifferi. Il Cagliari prima di tutto: da questo gruppo, e da questo tecnico, è giusto ripartire.
Enrico Pilia