I fatti e le opinioni
Di Bepi AnzianiHa ancora senso oggi proporre un’informazione tradizionale? Quella fatta di cronaca, politica, economia, cultura e sport che per due secoli ha retto il mondo dei media, dalla carta stampata a radio e tv? La risposta più facile sarebbe no. E in parte sarebbe anche giusta perché è un modello superato dai tempi. Internet e i social hanno rotto tutto. Hanno moltiplicato le voci, azzerato i filtri, confuso i piani. Ma non bisogna scambiare il rumore per informazione. Perché quello che circola in rete è a volte comunicazione travestita da cronaca, spesso copia e incolla senza verifica, opinioni vendute come fatti. Un flusso continuo, gratuito, apparentemente democratico. Ma parecchio fragile. L'nformazione, quella vera, non è gratis. Costa tempo, competenze, responsabilità. Costa errori da evitare e verità da cercare. Nessuno può farlo seriamente senza essere pagato. E infatti, anche sul web, i più letti restano ancora i giornali veri. Quelli con una storia, una firma, una responsabilità. Il problema nasce quando proprio quei giornali inseguono i social, rincorrono il click, abbassano il livello. E diventano una copia peggiore di ciò che dovrebbero contrastare. Non è finita l’informazione tradizionale. È finita la sua rendita di posizione. Tutto si confonde nel rumore. Quello che piace tanto ai politici e affascina milioni di sprovveduti che credono che nell'anarchia le notizie diventino democratiche. La via maestra è tornare a separare i fatti dalle opinioni. Il succo del giornalismo più vero.
Bepi Anziani