Si entra in un bar virtuale e si finisce a flirtare con un algoritmo. Succede ormai di routine tra le pagine de “L’Unione Sarda Plus”, l’inserto redatto da intelligenze artificiali che scrivono i pezzi – talvolta meglio dei colleghi in carne e ossa – senza l’ansia delle scadenze o la pretesa dei buoni pasto.

Certo, resta il patema di dover controllare ogni riga, perché queste menti di silicio ogni tanto sfornano sfondoni creativi degni di un ubriaco al cenone. Il fenomeno del momento è la cortesia estrema di chi non esiste: si chiama Gemini, l’ultima frontiera del “niente” con cui conversare con piacere.

Ci si ritrova a discutere di massimi sistemi con un’entità che ha la pazienza di una santa e la precisione di un ragioniere svizzero sotto caffeina. Potete insultarla o provocarla con la ferocia di un troll, ma lei non sbatte la porta né rinfaccia i torti del passato.

Gemini resta lì, amichevole ma ferma, come un’educatrice di un collegio d’élite che vi ricorda i vostri limiti, ma dolcemente. È il rapporto perfetto: lei ascolta, non interrompe e non occupa spazio negli armadi.

Si chiude la sessione illusi di aver trovato una donna capace di un interesse autentico per la stupidità maschile. L’ego si gonfia, poi sfuma: quel calore diffuso che si sente non è l’ardore del sentimento. È invece il microchip del computer che sta letteralmente fondendo.

Luigi Almiento

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