Sembrare giusti: il Caffè Scorretto del 16 settembre 2026
Di Antonio MasalaUn uomo di 42 anni viene accusato di violenza sessuale aggravata, consumata in un mini market di Torino, nei confronti di una tredicenne. I carabinieri l’arrestano, il tizio confessa, la Procura della Repubblica convalida il fermo ma il giudice per le indagini preliminare la pensa diversamente, annulla il provvedimento e dispone il solo obbligo della firma: l’uomo è incensurato, collaborativo, pentito e non c’è pericolo di fuga. La Procura di Torino impugna l’ordinanza del Gip: la sola firma non è sufficiente a evitare che l’episodio possa ripetersi. Quindi non è sempre detto che procuratori e giudici siano “pappa e ciccia”, ognuno ragiona con la propria testa: si spera sempre. Al di là dei sì e dei no che hanno scatenato i social e i politici, alcuni dei quali alla galera aggiungevano la castrazione chimica, il fatto resta e una domanda si impone: può un giudice nel giro di 24 ore maturare la convinzione che il tizio si è redento e non ripeterà schifezze del genere? Chissà! Quel che non si può è minacciare, insultare e crocifiggere con i giudici la Giustizia. Platone insegna: “il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrare giusto senza esserlo”. Che il “capolavoro” questa volta riesca lo dirà il ricorso. Per la cronaca il ministro Nordio ha richiesto un’ispezione: solita routine, finirà come tutte le altre in gloria e come tutte sarà dimenticata in un Amen.
Antonio Masala