Dove va Surra?
Di Bepi AnzianiSurra è alla prese con la gestione della separazione da Michael Ardu, uno dei fondatori, che senza spiegazioni non fa più parte del movimento. Un silenzio che cozza con la trasparenza che viene chiesta agli altri.
Ma a Surra va riconosciuto il merito di portare una ventata nuova in un indipendentismo sardo che troppo spesso ha finito per parlare a se stesso. Elena Pinna e Michael Ardu hanno capito la forza dei social, dei video, delle parole semplici e delle immagini.
Hanno portato temi come territorio, energia e autodeterminazione davanti a un pubblico che forse le vecchie sigle non avrebbero mai raggiunto. Però i follower non sono militanti e soprattutto non sono elettori.
La storia recente dice che quando l’indipendentismo si è contato nelle urne ha raccolto risultati molto modesti. Perché sentirsi profondamente sardi, protestare contro le decisioni prese altrove o difendere il territorio non significa necessariamente volere una Sardegna indipendente.
Surra dovrà capire se può allargare quella platea, spiegando meglio dove vuole arrivare. Autodeterminazione è una parola affascinante. Trasformarla in un progetto credibile è molto più complicato.
L’indipendentismo sardo ha una lunga storia di divisioni, scissioni, nuove sigle nate da vecchie sigle e leader che hanno finito per contendersi una platea già piccola.
Surra dovrà dimostrare di saper fare ciò che all’indipendentismo sardo è riuscito raramente: unire.
Perché il problema lo conosciamo da molto prima che arrivassero i social.
Centu concas, centu berritas.
Bepi Anziani