Questa squadra può solo crescere: l’editoriale del 18 maggio 2026
Di Enrico PiliaEra l’ultima notte alla Domus, l’ultima per Pavoletti, eroe per sempre con quella maglia così affascinante. Il Cagliari conserva un posto nella prossima Serie A, il più bel regalo per questi tifosi. Un dono alla città e alla Sardegna, anche grazie al calcio un po’ meno isolata rispetto al continente.
Una stagione che archiviamo con un sorriso, perché è stata una grande scommessa di Tommaso Giulini e di tutti, dentro il Cagliari, vinta su due fronti: l’allenatore all’esordio e l’età media più bassa del campionato. Comunque la si voglia vedere, dal sostenitore più ruvido a quello accecato dalla passione, è andata così. I numeri non ci raccontano la verità, ma neppure l’amore per chiunque indossi quella maglietta, sentimento che magari offusca la mente. Allora riordiniamo le idee: il Cagliari ha perso un po’ troppo spesso, a volte anche rinunciando a lottare, ma ha lasciato sul campo vittime illustrissime e una serie di tracce su cui costruire il percorso. Una piccola società, in un campionato di giganti, poteva aspirare ad altro? Qualcuno – soprattutto sui social network – sostiene di sì.
Magari dimenticando che un club “di provincia”, con una società visibile e riconoscibile, e per giunta in Sardegna, non ha la forza per andare a bussare ai piani alti. Lo dice la storia, lo scrive la finanza, è una legge non scritta dello sport. Poi ci sono i sogni, i miracoli, eventi che registriamo una volta o due in un secolo. E che ci auguriamo, perbacco.
Intanto, grazie Cagliari, per aver provato a fare calcio con i mezzi a disposizione. Spesso, troppo spesso senza un attaccante realmente di ruolo, magari per scelta, azzoppato dagli infortuni ma anche da una distrazione collettiva troppo spesso esibita. L’allenatore ha cucinato con quello che aveva, la festa di ieri notte ci fa capire che in tanti, tantissimi, hanno gradito.
Oggi il percorso è tracciato, ci sono i ragazzi giusti, c’è un allenatore che nessuno chiamerà più “esordiente”, perché il ragazzo ora è un caliente quarantenne che impara molto in fretta. E ci sono i finanziatori americani, persone reali che stanno puntando su questa piazza. Non è un dettaglio: Cagliari piace, attrae, il fascino è innegabile. Insomma, ci sono gli ingredienti per allestire un piatto interessante. Il contorno, ricco e colorato, lo fanno e lo faranno i tifosi, eccezionali anche quest’anno. Loro si meritano quel salto in avanti che tutti pensiamo si possa fare. Non resta che aspettare, da queste parti si può solo crescere.
Enrico Pilia