Pronti al decollo: il Caffè Scorretto del 21 ottobre 2026
Di Luigi AlmientoOre di attesa prima di stendersi su un lettino di un reparto ospedaliero? Acqua passata. L’odissea nei pronto soccorso sardi per essere ricoverati è finita, perché il reparto manco ce lo fanno vedere. Un'efficienza da far girare la testa, che è poi uno dei motivi per cui si finisce lì.
Ora c’è il magico mondo della “saletta attigua”: il deposito dove si stoccano - si ammassano - i pazienti in fase acuta dopo attese-monstre per il triage. L'idea era geniale: non sei grave ma comunque stai male, allora ti rimettono in sesto e via a casa. In realtà, però, si applica la regola dell’ospite che puzza, infatti in 24 ore ci si ritrova per strada con le ciabatte di un altro, la dentiera di un terzo e zero assistenza ad aspettarti. Perché questa foga nel rovesciare i letti da sosta breve? Semplice, nei reparti il posto non c’è più. Come l’assessore regionale alla Sanità.
Colpa di medici e infermieri? Macché, i sopravvissuti in camice fanno i salti mortali: impeccabili, umani e pure veloci. Loro malgrado, lavorano al servizio di un sistema programmato per trasformare chi sta male in un perfetto paziente-cannone da sparare oltre il cancello. Una figura da circo, non a caso, ma con l’insegna “Sanità pubblica sarda”.
Luigi Almiento