Governare il dissenso
Di Bepi AnzianiCondannare il metodo della guerriglia di piazza non significa, come dice Elly Schlein, voler soffocare il dissenso. Manifestare contro il Governo è legittimo. Ma il dissenso va anche governato, perché non sfoci in violenza e vandalismo. La protesta non può diventare una licenza per spaccare vetrine, devastare negozi, distruggere auto o incendiare cassonetti.
Certo, il mondo si cambia anche così: con la forza della piazza che batte l’arroganza del potere. Ma davvero non ci sono alternative meno cruente? Dire «io sto con gli studenti», a prescindere dalle motivazioni, ha un mero valore di contestazione politica. Il ripetersi di episodi di inutile vandalismo di ieri deve far riflettere e preoccupare.
Anche la manifestazione indetta dalla Cgil per il 30 ottobre è pienamente legittima. Ci mancherebbe. Resta da capire quale risultato concreto si proponga, oltre alla contestazione del Governo. Il sindacato ha diritto di portare in piazza le ragioni dei lavoratori e di fare pressione sulle istituzioni. Una mobilitazione è più forte quando indica obiettivi e soluzioni praticabili. Se il traguardo è soltanto dire no, rischia di esaurirsi nella sua dimensione politica.
Quando si rinuncia al dialogo e prevale la rabbia, qualcuno finisce per specularci: forse è il vizio di una politica irresponsabile, lasciar fare e poi strappare consensi con i comizi sulle macerie. È una questione di responsabilità sociale. Le stagioni peggiori dell’Italia sono nate così, da scintille come queste, in un presente che non abbiamo saputo interpretare.
Bepi Anziani