La sfida contro la squadra di Juric rappresenta una tappa di passaggio fondamentale per comprendere le ambizioni di questa squadra, fin qui sorprendente. In panchina si avvertirà l’assenza del vero leader e unico garante del gruppo, Fabio Pisacane, a causa della squalifica rimediata dopo il duro scontro verbale con Luciano Spalletti al termine del match di domenica notte con la Juventus. Alcuni osservatori temono che l’assenza dell’allenatore possa penalizzare il gruppo a causa della profonda empatia che lo lega ai suoi calciatori. Il tecnico è il vero padrone della scena e del gioco della compagine rossoblù. Questa situazione di emergenza potrebbe però trasformarsi in una marcia in più per il Cagliari, che scenderà in campo con una motivazione feroce.

Tuttavia, va rimarcato che il secondo di Pisacane, Giacomo Murelli, è uno dei segreti tattici più preziosi dello staff. Murelli è stato un arcigno difensore dell’ultimo grande Avellino in Serie A (ai tempi, parliamo di fine Anni Ottanta, era considerato l’anti-Maradona per via delle marcature asfissianti che riservava al Pibe de Oro in occasione dei derby tra il Napoli e i lupi irpini). Da tecnico ha collaborato con Stefano Pioli nell’anno dell’ultimo scudetto del Milan, forse quello più “operaio”, per come è maturato, della vasta epopea rossonera.

Un’eventuale quarta vittoria consecutiva in trasferta – facendo anche nei modi più creativi i debiti scongiuri – rappresenterebbe un traguardo mai visto prima sotto il Golfo degli Angeli e potrebbe segnare lo spartiacque definitivo verso un campionato più ambizioso rispetto a quelli vissuti in passato.

La partita del “Brianteo”, già di per sé ricca di temi, coincide inoltre con una giornata che potrebbe essere cruciale per il futuro del club e della città. Sempre che le previsioni non siano disattese, a Palazzo Bacaredda aspettano il report sull’appaltabilità dell’opera ed entro qualche giorno è prevista la pubblicazione del bando per la costruzione del nuovo stadio intitolato alla leggenda sarda, Gigi Riva. Un’infrastruttura all’avanguardia, che potrebbe fissare il vero grimaldello economico e strategico per provare a proiettare il Cagliari verso un nuovo livello calcistico internazionale. Ma senza voli pindarici, con l’umiltà e la fame di chi sa dove vuole arrivare.

Lorenzo Piras

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