Ma la corsa è ancora lunga: il commento del 16 marzo 2026
Di Enrico PiliaQuando centri un obiettivo con un bel po’ d’anticipo, aumentano i rischi. Si chiama pancia piena, ma non sembra, a prima vista, il caso del Cagliari. Quelli di “una terra, un popolo, una squadra” ieri pomeriggio hanno subito la peggiore sconfitta della stagione. Peggiore è l’aggettivo perfettamente calzante, perché giocavi contro l’ultima in classifica, in balìa delle onde negative, con una vittoria in ventotto partite e la serie B sotto il cuscino. Proprio per questo, possiamo dire che abbiamo assistito a uno spettacolo squalificante per i valori che questo gruppo difende. Calciatori morbidi e inconcludenti, distratti e sportivamente poco cattivi, incapaci di portare avanti il tema tattico studiato e ripassato nel castello impenetrabile di Assemini.
Perché? Perché abbiamo visto questo disastro? Atteggiamento sbagliato, sussurra un amareggiato Pisacane, uno che raramente, forse mai, ha fornito una prova di quel tipo quando indossava la maglia rossoblù.
Nel calcio, uno sport assolutamente casuale e imprevedibile, in queste conferenze stampa che sono dei teatrini, ci si rifugia spesso negli “episodi”, la ruota che non gira, gli elementi negativi (quando le prendi), questo mondo così variegato produce degli anticorpi con cui proteggersi e crescere felice, gli “episodi”, la palla che centra la traversa, l’arcinota sfortuna. Ci manca solo il destino, solitamente cinico.
Il Cagliari, seguito ieri a Pisa da trecentouno tifosi non residenti in Sardegna, gente che ha comunque viaggiato per poter assistere alla partita, semplicemente ha sbagliato tutto. E non è finita quattro o cinque a zero perché Caprile in questo momento è probabilmente il miglior portiere del campionato e Pavoletti, da buon livornese, voleva a qualsiasi costo fare un gol ai pisani per tenere alta la tradizione del campanile.
Non te l’aspetti, da questo Cagliari, un pomeriggio così nero che più nero non si può. Perché è una squadra giovane e forte, perché ha battuto la Juve e la Roma, perché non dà quasi mai l’impressione di sbandare. Il sospetto che il traguardo (un posto nella prossima Serie A) sia già nella testa dei calciatori affiora, ma il campionato, cari ragazzi, è ancora lungo.
Pisacane, che sa leggere la testa degli under come pochi, smentisce che ci sia appagamento. Ma ieri, durante le interviste post gara, ha sottolineato che il suo gruppo è un mix fra ragazzi e uomini “maturi”, magari richiamava tutti a una maggiore applicazione in un passaggio molto delicato della stagione. Soprattutto, perché esci da una sconfitta maledetta come quella di ieri per affacciarti al Napoli, venerdì sera alla Unipol Domus, una squadra piena di forza, talento e stelle internazionali, dove uno come Lukaku va in panchina. La stagione non è finita, il Cagliari ha 6 punti di vantaggio sulle rivali, la corsa continua.
Enrico Pilia