Il soffio della Domus: l’analisi del 16 febbraio 2026
Di Enrico PiliaRiassunto delle puntate precedenti. In piena psicosi da calciomercato, il Cagliari infila un gennaio da urlo: fra Cremona e Genova raccoglie un punticino, poi ne conquista nove in tre partite clamorose. Quindi, l’esame di maturità – titolammo prima di Roma-Cagliari – dal quale la squadra di Pisacane è rientrata con le orecchie basse.
Era davvero un esame per accedere a quella parte di classifica innominabile, oppure era solo una suggestione giornalistica a favore di tifoso? Pisacane è uno sportivo d’acciaio, uno che sa navigare in queste acque, mostrando una capacità di adattamento che è merce rara ad alto livello.
Sa che il suo percorso può vivere di alti e bassi, ha capito che il Cagliari quest’anno deve sapersi accontentare e che nel laboratorio di Assemini, se lo lasciano fare, può nascere un bel prodotto da esportare nei migliori stadi d’Italia. Alla maturità ci si arriva sbagliando, non erano dei mostri dopo quella serie di vittorie e non è stata fallimentare quella prova a tratti incomprensibile dell’Olimpico.
Stasera sarà durissima, arriva una squadra che segna poco ma che sa ripartire, a Lecce il calcio è al primo posto e tutti remano verso la salvezza. Il Cagliari dovrà essere cinico, colpire e gestire. E nonostante un clima da profonda Danimarca, dovrà esserci anche la Domus, per riaccendere quel fuoco visto con Juve e Verona. Lo stadio dovrà soffiare, per dirla alla Ranieri, perché una squadra si nutre di successi. E il pubblico fa parte del pacchetto.
Enrico Pilia