Il nostro tennis industriale: il commento dell’8 giugno 2026
Di Lorenzo PirasL’Italia del tennis scrive la storia a Parigi, centrando una clamorosa conferma: mettere un azzurro sul podio del Roland Garros 2026. È toccato a Flavio Cobolli sfidare Alexander Zverev, lottare fino alla morte ma capitolare tra gli applausi, con l’onore delle armi. Peccato. Il verdetto, aritmetico e glorioso, è arrivato dopo che i quarti hanno partorito un incredibile, quanto inedito, derby azzurro in semifinale proprio tra Cobolli e Matteo Arnaldi. Con il primo che ieri si è trovato davanti a Zverev d’ufficio, per via di un virus dell’altro italiano in lizza. La vera notizia, tuttavia, sta nella straordinaria maturità di un movimento che ha saputo assorbire senza sbandare il duro colpo del forfait-eliminazione di Jannik Sinner (nel 2025 perse in finale con Carlos Alcaraz). A proposito: per riprendersi sul piano fisico e scaricare le tossine accumulate in vista di Wimbledon, Jannick si è rifugiato in Gallura assieme alla fidanzata e ai familiari, e sta monitorando i lavori nella lussuosa proprietà che ha acquisito a Porto Rafael. Se il tennis italiano sembrava dipendere esclusivamente dal suo fenomeno altoatesino, la terra rossa della capitale francese ha dimostrato l'esatto contrario: la base è larghissima, competitiva e affamata. Questo exploit non è un miracolo isolato, ma il frutto maturo di una precisa programmazione industriale. I meriti principali vanno attribuiti alla Federazione Italiana Tennis e Padel (Fitp), guidata dal presidente Angelo Binaghi, cagliaritano, 65 anni, con il tennis nel sangue da sempre.
Attraverso una strategia lungimirante, imperniata sulla moltiplicazione dei tornei Challenger nel territorio e sul supporto capillare ai tecnici privati, Binaghi ha trasformato l'Italia nella maggiore fucina di talenti del circuito mondiale. Un sistema virtuoso che oggi raccoglie risultati storici a livello Slam, dimostrando che il Rinascimento della racchetta tricolore è un progetto solido, destinato a durare ben oltre i singoli interpreti.
In Italia i tesserati alla Fitp sono 1,25 milioni, il 200% in più rispetto al 2020. Numeri monstre, soprattutto nel paragone con il calcio: i tennisti amatoriali e regolari sono 6,2 milioni, ormai a ridosso dei 6,5 milioni del calcio. La Figc vanta sempre il primato delle “tessere”: 1,49 milioni. I posti di lavoro creati o mantenuti attorno al tennis e al padel sono, in Italia, 57mila, e l’impatto diretto degli acquisti per beni e servizi è di 4,2 miliardi. In Sardegna i tesserati sono circa 20mila. Purtroppo, però, non abbiamo mai espresso top player.
Sotto la sua presidenza, Binaghi ha trasformato l'Isola in una vetrina internazionale grazie al Sardegna Open, ma permane un paradosso: l'esigua presenza di centri d'élite costringe le promesse a emigrare. Il volto del riscatto è il classe 2006 Lorenzo Carboni, formatosi nell'accademia di Piatti, affiancato dal giovanissimo Lorenzo Rocco (2010), cresciuto al Tc Cagliari. I talenti ci sono, ma per fare il salto definitivo devono guardare oltre Tirreno. Segno che, ancora per un po’, è meglio godersi le belle immagini di Parigi.
Lorenzo Piras