Il gioco di pazienza: il Caffè Scorretto del 20 marzo
Di Celestino TabassoSulla riforma della giustizia tutte le opinioni sono legittime. Quel che deprime è la malafede, per esempio i goffi tentativi dell’opposizione di sostenere che ci sia qualcosa di “politico” nello smembrare il Csm, o nell’impedire ai giudici di eleggere chi li rappresenterà nel loro organo di autogoverno. Eppure lo vede chiunque che si tratta di attività squisitamente tecniche, tipo l’oceanografia o il bricolage (“Dividi palazzo dei Marescialli in due palazzi dei Brigadieri senza rompere gli equilibri costituzionali, il gioco di pazienza allegato al prossimo numero di Origami: come si piega la Carta”).
In realtà al governo del referendum non importa nulla. Tajani, per dire, non sapeva neanche che si vota: quando PierSì Berlusconi lo ha avvisato ha dovuto annullare le terme, perdendoci pure la caparra. E Meloni, che segue l’attualità più del suo vice, l’altro giorno pur di non politicizzare il voto si è messa a parlare di “stupratori e pedofili in libertà”, cioè roba che in effetti con i due Csm o il sorteggio dei togati non c’entra neanche alla lontana.
La verità è che quando hai gli occhi iniettati di politica finisci per vederla ovunque. E puoi pensare che non è una coincidenza se è spuntato un bel sole, o se al semaforo ci sono quattro auto in fila e sono tutte verdi. O se il governo per tagliare di 20 centesimi le accise ha aspettato che fossimo a poche ore dal voto.
Celestino Tabasso