Onde anomale colossali, scatenate da un sisma registrato la scorsa notte fra le Samoa occidentali e le Samoa americane, con una magnitudo di 8,0 e una profondità di 18 km, hanno inondato e distrutto interi villaggi e ucciso almeno 113 persone, ma potrebbero essere oltre 100 persone, secondo le prime stime. Moltissimi sono ancora i dispersi. Persone e auto sono state trascinate in mare, mentre la popolazione si è rifugiata in terreni più elevati. Una serie di ondate alte fino a otto metri, almeno cinque secondo i testimoni, hanno colpito la parte meridionale dell'arcipelago nel Pacifico, diviso tra Samoa americane e Samoa occidentali, che hanno oltre 280 mila abitanti. Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato lo stato di calamità naturale nell'arcipelago, dove molte aree sono rimaste prive di elettricità e acqua. Il sisma si è prolungato per oltre due minuti facendo scattare l'allarme, esteso fino alla Nuova Zelanda ed alle Hawaii, poi revocato dalle autorità.

BILANCIO UFFICIALE. Il bilancio ufficiale delle vittime è salito a 113 morti, dei quali 22 nelle Samoa americane, 31 nelle occidentali e 10 in un'isola dell'arcipelago di Tonga, Niuatoputato, la più vicina alle Samoa occidentali. Il bilancio è però drammaticamente destinato a salire, perché interi villaggi sono stati spazzati via dalla furia delle acque. Secondo l'ufficio disastri delle Samoa occidentali, i morti nel Paese potranno superare i 100. La più duramente colpita è la costa meridionale dell'isola principale, Upoli, la più frequentata dai turisti. Fra i morti anche una donna australiana e un neozelandese, mentre altri sei australiani risultano dispersi e tre ricoverati in ospedale. Non risultano invece, al momento, cittadini italiani tra le vittime, rendono noto le ambasciate d'Italia in Nuova Zelanda e Australia, secondo quanto riferisce la Farnesina. Nelle Samoa americane lo tsunami ha colpito l'unico Parco Nazionale Usa a sud dell'Equatore, dove decine di turisti e operatori risultano dispersi: l'acqua ha inondato fino ad oltre un chilometro di terraferma. La capitale delle Samoa occidentali, Apia, è deserta, con scuole e negozi chiusi, mentre migliaia di persone sono state trasferite in terreni più elevati.
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