Van sulla folla al pride di Berlino, una vittima e 29 feriti. Caccia all’uomo in tutta la Germania: «È terrorismo islamico»
Abdul Ballout, 21enne nato da mamma tedesca con origini libanesi, è il principale sospettato. Arrestato il presunto complice, un iranianoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una giornata di concerti, festa e musica per il Pride di Berlino, una delle più grandi sfilate Lgbtq+ in Europa, che si è chiusa nel terrore. Intorno alle 22 un van bianco è stato visto entrare nel parco cittadino di Tiergarten e investire la folla che vi si era radunata causando la morte di una persona - una donna - e il ferimento di altre 29, nessuna delle quali è in pericolo di vita.
Non risultano italiani coinvolti, secondo le informazioni al momento in possesso della Farnesina.
Caccia all’uomo, fermato il complice
Secondo quanto riferito dall'emittente tedesca Rbb, c'è stato un arresto: si tratterebbe di un uomo di nazionalità iraniana che per la Polizia era a bordo del furgone che ha investito la folla. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, non è chiaro se il principale sospettato avesse dei complici.
E il principale sospettato, per cui è scattata un’imponente caccia all’uomo, è Abdul Ballout, 21 anni, già noto alle autorità e legato ad «ambienti islamisti». Secondo chi indaga c’era lui alla guida del mezzo. Era stato condannato a un anno e dieci mesi per «preparazione di un atto di grave violenza che metteva in pericolo la sicurezza dello Stato». Dopo un breve periodo in custodia cautelare, era stato scarcerato. Inoltre, il ragazzo aveva tentato di raggiungere l'Isis in Siria nel 2025, ma era stato arrestato in Libano. Cittadino tedesco di origini libanesi (la madre aveva ottenuto la cittadinanza nel 2002, lui è nato nel 2005), era stato rimpatriato in Germania.
Per trovarlo è partita una caccia all’uomo in tutta la Germania e in altri sei Paesi. La polizia ha diffuso una foto del 21enne, avvisando i cittadini di prestare attenzione perché è ancora in giro e potrebbe essere armato.
Ballout doveva partecipare a 26 incontri presso un centro di consulenza specializzato in deradicalizzazione e prevenzione dell'estremismo. Il motivo erano alcuni post sui social media in cui avrebbe dichiarato il proprio sostegno a un gruppo terroristico. Avrebbe partecipato ai primi due incontri, il 15 giugno e il 9 luglio, su base volontaria. Un terzo incontro era previsto per il 27 luglio, ovvero domani. Successivamente, secondo la Bild, si sarebbe dovuto decidere se fosse opportuno proseguire con la consulenza. Si trovava nel cosiddetto "processo di valutazione".
Usati anche machete e coltello
Il giovane è fuggito a piedi quando il veicolo, una Citroen bianca, dopo aver travolto la gente, si è schiantato contro un albero. «Stiamo cercando attivamente una o più persone sospettate di essere coinvolte nell'incidente», ha dichiarato la polizia, che ha mobilitato un «ingente dispiegamento di forze» e transennato l'area tra Potsdamer Platz e il lato meridionale del tunnel del Tiergarten alla ricerca di indizi e prove. Alcune persone sono state ferite anche da arma da taglio, l’attentatore dopo essere sceso dal mezzo si è scagliati contro i passanti con un coltello e un machete. «Parte integrante delle indagini - ha spiegato la polizia - è verificare se ci sia stata una seconda fase del reato dopo quella in cui il veicolo era in movimento. Se qualcuno sia poi sceso dal veicolo e abbia aggredito delle persone con possibili armi da taglio, ferendole». Il veicolo, vuoto e gravemente danneggiato, è stato sequestrato.
Le dichiarazioni
Parla senza mezzi termini di «attentato terroristico islamista» il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt. Lo stesso ministro ha avvisato che «non possiamo escludere la possibilità che possano avvenire altri attacchi terroristici. Non è una cosa solita in questa circostanze, ma non si può escludere».
Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di un «attacco alla nostra società libera e aperta al mondo. Berlino è la città della libertà - e oggi la nostra libertà è stata attaccata nel modo più terribile».
«Lavoreremo con particolare determinazione per indagare a fondo su questo atto abominevole e garantire che venga punito», ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha poi partecipato nel pomeriggio alla funzione religiosa celebrata dal vescovo, indetta per ricordare la vittima e sostenere i feriti. Prima di entrare nella chiesa di Santa Maria, Merz ha detto: «Difenderemo con tutte le nostre forze la libertà, l'apertura e la liberalità della nostra vita e della nostra società, e lo faremo insieme. Questi atti hanno un unico scopo: vogliono dividere la nostra società, vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo, ovvero la nostra apertura e la nostra libertà. Non lasciamoci intimidire, siamo più numerosi, siamo più forti».
Il Pride e la scia di attacchi
Ieri centinaia di migliaia di persone hanno partecipato al Christopher Street Day (Csd) sotto lo slogan "Haltung ist hot" (Prendere posizione è "hot"). Le manifestazioni annuali del Csd commemorano il 28 giugno 1969, quando la polizia fece irruzione nello "Stonewall Inn", un bar gay di New York. Seguirono giorni di scontri con gli attivisti: eventi ampiamente considerati la nascita del moderno movimento per i diritti degli omosessuali.
La capitale tedesca è ancora scossa dall'accoltellamento di un turista spagnolo vicino al Memoriale dell'Olocausto nel febbraio del 2025, appena due giorni prima delle elezioni parlamentari. All'inizio di marzo, un giovane siriano è stato condannato a 13 anni di carcere per l'aggressione - una delle tante compiute in particolare da stranieri - che ha alimentato l'ascesa dell'estrema destra tedesca.
(Unioneonline/D)
