Dopo le polemiche scoppiate durante il G7 in Canada, al termine del quale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di non voler firmare il comunicato finale congiunto preparato dai capi di Stato e di governo presenti al summit, continua lo scontro tra Washington e Berlino.

Il capo di Stato americano si è scagliato contro il governo tedesco, colpevole - a suo dire - di non contribuire in modo sufficiente alle spese dell'Alleanza Atlantica.

"La Germania paga l'1% (lentamente) del suo Pil alla Nato, mentre noi paghiamo il 4% di un Pil molto più grande Qualcuno crede che questo abbia senso?", ha twittato il magnate newyorchese da Singapore, dove si trova in vista del vertice con il leader nordcoreano Kim Jong-un.

"Noi proteggiamo l'Europa (che è buono) al costo di grandi perdite finanziarie, e poi veniamo colpiti ingiustamente sul commercio. Il cambiamento sta arrivando!", ha "cinguettato".

Dopo l'annuncio inaspettato di The Donald, che ha fatto saltare il tavolo del G7 all'ultimo momento, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva definito l'uscita di Trump "deludente ed anche un po' deprimente" in un'intervista in tv.

Ancora più critiche le parole del suo ministro degli Esteri Heiko Maas, che su Twitter ha scritto che il presidente Usa "ha distrutto la credibilità del G7" e ha invitato l'Europa a difendere in modo unitario i propri interessi in contrapposizione con la politica statunitense dell'"America First".

(Unioneonline/F)

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