Massiccio attacco russo nella notte, con missili e droni lanciati contro l’Ucraina: «Abbiamo colpito aeroporti militari, impianti del complesso militare-industriale, centri di telecomunicazioni e logistica militare», affermato il ministero della Difesa di Mosca. Il dicastero precisa che gli obiettivi presi di mira si trovano nelle città di Kiev e Leopoli e nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Riven, Vinnytsia e Dnipropetrovsk. «Sono stati colpiti anche una nave cargo nel porto di Yuzhny e due navi cargo a est e a sud di Odessa, che trasportavano armamenti e materiale militare», aggiunge il ministero.

Almeno sei le vittime dei raid: «Uccisi tre genitori e tre bambini a Dnipro, altri due sono stati estratti vivi dalle macerie», fa sapere il presidente ucraino Zelensky. «Era una normale abitazione, ridotta in frantumi da un missile balistico».
​«Kiev e la sua regione, così come le nostre regioni di Dnipro, Leopoli, Poltava, Kharkiv, Mykolaiv, Sumy, Vinnytsia, Cherkasy e Ivano-Frankivsk, sono state attaccate durante la notte. Decine di normali abitazioni, attività commerciali e infrastrutture sono state distrutte e danneggiate. In questo attacco sono stati utilizzati più di 70 missili, un numero significativo dei quali balistici. Sono stati inoltre intercettati oltre 280 droni d'attacco. Più di 260 droni sono stati abbattuti. La nostra aviazione da combattimento ha abbattuto un numero significativo di missili da crociera, e persino le squadre di fuoco mobili sono riuscite a neutralizzare alcuni missili da crociera».​

E durante i raid è stato violato lo spazio aereo polacco, con un missile caduto nei pressi di Lublino: «Durante il massiccio attacco missilistico russo contro l’Ucraina occidentale, si è verificata una violazione dello spazio aereo polacco. A tal proposito, ho convocato un gruppo di coordinamento con la partecipazione del ministro della Difesa e dei servizi competenti, che stanno operando sul posto da molte ore e mi stanno fornendo sistematicamente informazioni su tutte le circostanze dell’incidente», scrive su X il premier polacco Donald Tusk.

(Unioneonline)

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