Il Bulletin of the Atomic Scientists lancia nuovamente l’allarme, dopo gli avvertimenti di un anno fa: «Siamo ancora più vicini all’Apocalisse».

Secondo quanto riferisce la famosa organizzazione fondata nel 1945 da Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer e da scienziati dell'Università di Chicago che contribuirono allo sviluppo delle prime armi atomiche nel Progetto Manhattan, diversi fattori starebbero mettendo a rischio la nostra vita.

Ad accendere il conto alla rovescia, puntando l’orologio a 85 secondi dal disastro mondiale, ci sarebbero, soprattutto, le tensioni alimentate dai nazionalismi sempre più aggressivi e dalla disinformazione. Dopodiché, altri messaggi preoccupanti arrivano dal cambiamento climatico e dalle nuove tecnologie create dall’uomo, tra le quali si inserisce anche l’IA.

«Un anno fa, avevamo lanciato l'allarme: il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale - spiegano gli scienziati - e qualsiasi ritardo nell'inversione di rotta avrebbe aumentato la probabilità di una catastrofe. Invece di prestare attenzione a questo avvertimento, Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi Paesi sono diventati sempre più aggressivi, antagonisti e nazionalisti».

Il documento che accompagna l'aggiornamento dell'Orologio dell'Apocalisse cita più volte l'amministrazione Trump in modo esplicito, puntando il dito contro il nazionalismo sempre più aggressivo e il riarmo nucleare, oltre ad altri atti sconsiderati come i tagli alla sanità e alla ricerca che indeboliscono la nostra capacità di reazione a pandemie e nuove minacce biologiche.

«Le lancette dell'Orologio dell'Apocalisse segnano 85 secondi alla mezzanotte, il valore più vicino alla catastrofe che si sia mai visto. Siamo di fronte a una grande minaccia – spiegano gli esperti –ma anche a un simbolo positivo, che può permetterci di lavorare tutti insieme verso l’obiettivo: il tempo di agire è ora». 

(Unioneonline/n.s.)

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