Prosegue il conflitto in Medioriente, deflagrato lo scorso 28 febbraio con gli attacchi di Usa e Israele all’Iran.

I raid israelo-statunitensi continuano prendere di mira la Repubblica islamica, compresa la capitale Teheran, e anche il Libano (dove è di stanza, sotto fuoco incrociato, la Brigata Sassari) mentre l’Iran bersaglia obiettivi Usa nel Golfo e anche basi dove sono dispiegati anche militari europei e italiani, come quella di Erbil, colpita ieri (morto un soldato francese). Intanto, la nuova guida suprema Mojtaba Khamenei ha avvisato: «Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane. Non ci arrenderemo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri». Dal canto proprio, gli Usa hanno concesso un'autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare il petrolio russo attualmente bloccato in mare. 

Le notizie in diretta di venerdì 13 marzo 2026:

Ore 22.52 – Beirut, attacco israeliano colpisce base Unifil nel sud del Libano

«Proiettili» israeliani hanno colpito una base Unifil nel sud del Libano, secondo quanto riportato dai media statali. «Proiettili israeliani sono caduti all'interno del quartier generale del battaglione nepalese, nella città di Mays al-Jabal», ha riferito l'agenzia di stampa statale, riferendosi alla Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano. Unifil e l'esercito israeliano non hanno rilasciato commenti immediati sull'incidente.

Ore 21.15 – Media, attacco ad un centro medico in Libano, diverse vittime

Un attacco israeliano contro un centro medico nella città libanese di Borj Qalaouiye, nel sud del Paese, ha provocato diverse vittime, secondo quanto riportato dai media locali. Lo riporta Al Jazeera.

Ore 21 – Abc: «Gruppo d'attacco Usa verso l'Iran, ipotesi assalto a isola di Kharg»

Sono 2.200 i soldati della 31Ma Unità di Spedizione dei Marines diretti in Medio Oriente, nell'ambito della guerra all'Iran. Lo riporta Abc News, secondo cui sono state mobilitate anche le unità Uss Tripoli, Uss San Diego e Uss New Orleans, navi di assalto e da trasporto anfibio. La nuova forza è accompagnata da circa 20 caccia di quinta generazione F-35B Lightning II, capaci di decollo e atterraggio verticale. C'è la probabilità che il gruppo d'attacco possa essere destinato a una operazione per la conquista dell'isola iraniana di Kharg, nel Golfo Persico, da cui transita circa l'80% dell'export petrolifero di Teheran. 

Ore 19.24 – Iraq, gruppi filo-Iran offrono taglia per informazioni sui soldati Usa

La Resistenza islamica in Iraq, coalizione di gruppi sciiti filo-iraniani nel Paese, ha annunciato una ricompensa finanziaria per qualunque informazione sulla posizione del personale militare Usa. Lo riporta Al Jazeera. In un comunicato il gruppo ha detto che verranno pagati 150 milioni di dinari iracheni (114.500 dollari) se vengono fornite informazioni «accurate e affidabili» sulla posizione o i movimenti del personale Usa in Iraq che possa aiutarli a condurre operazioni mirate.

Ore 19.20 – Zuppi: «Guerre spietate e senza logica, riducono civili a spazzatura»

«È sempre una sconfitta quando la logica della forza pretende di sostituirsi alla paziente arte della diplomazia. Senza trattativa si produrranno soltanto una serie infinita di guerre con la spietata logica di abbattere il nemico». Lo dice il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, celebrando i Vespri nella Collegiata di San Biagio di Cento, in occasione della Giornata di preghiera e digiuno. «Migliaia di persone sono state eliminate, civili che non hanno niente a che vedere con il conflitto - denuncia -, diventati a loro insaputa e senza nessuna responsabilità un obiettivo, qualcuno li definisce spietatamente “obiettivi spazzatura”. L'intelligenza artificiale fa il resto», ma, aggiunge, «possiamo accettare che le persone siano danni collaterali? Dove sono finite le scintille di pace che dovrebbero evitare questi abomini?».

Ore 18.40 – Il Pentagono muove 5.000 marines e altre navi in Medio Oriente

Il Pentagono sta spostando circa 5.000 marines e altre navi da guerra in Medio Oriente. Lo riferiscono tre funzionari al Wall Street Journal. 

Ore 17.45 – Israele: «Da inizio guerra 7.600 attacchi contro l’Iran e 1.100 in Libano»

L'esercito israeliano ha reso noto di aver condotto, dall'inizio dell'operazione Leone Ruggente il 28 febbraio, «oltre 7.600 attacchi in Iran e oltre 1.100 in Libano». In particolare in Iran «oltre 2000» erano «contro quartier generali e infrastrutture del regime terroristico iraniano e circa 4.700 contro il programma missilistico».

Ore 16.55 – Trump rifiuta l’offerta di Kiev: «Non abbiamo bisogno di loro contro Iran»

Donald Trump ha respinto l'offerta dell'Ucraina di aiutare gli Stati Uniti a difendersi dai droni iraniani. "No, non abbiamo bisogno del loro aiuto per difenderci dai droni", ha dichiarato il presidente in un'intervista a Fox News. 

Ore 16.35 – Trump: «Il regime cadrà, forse non subito»

Il presidente americano Donald Trump si è detto fiducioso che il popolo iraniano si solleverà per rovesciare il proprio governo in seguito agli attacchi militari statunitensi e israeliani, ma ha aggiunto che potrebbe non accadere immediatamente. "Penso davvero che sia un ostacolo enorme da superare per un popolo che non ha armi. Penso che sia un ostacolo molto grande... Accadrà, ma probabilmente non subito", ha dichiarato Trump a Fox News Radio.

Ore 16.10 – Trump: «Putin sta aiutando un po' l'Iran nella guerra»

Vladimir Putin sta aiutando l'Iran "un pochino" nella guerra. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News. "Credo che li stia aiutando un pochino. E probabilmente lui pensa che noi stiamo aiutando l'Ucraina, giusto?", ha aggiunto il presidente americano.

Ore 16 – Hormuz, smentita ufficiale di Palazzo Chigi

In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri smentisce l'apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l'Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz.

Ore 15.45 – Fonti italiane su Hormuz: «Nessun negoziato sottobanco per i mercantili»

Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane. Lo fanno sapere fonti italiane vicine al dossier dopo quanto pubblicato dal Financial Times, secondo cui Italia e Francia avrebbero aperto canali riservati con l'Iran per agevolare il flusso dei mercantili europei. Palazzo Chigi e Farnesina, sempre secondo le stesse fonti, confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.

Ore 15.20 – Trump: «Le navi tirino fuori le palle e attraversino Hormuz»

Le navi mercantili in attesa vicino allo stretto di Hormuz dovrebbero "tirare fuori le palle e attraversarlo". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista con Fox news domenica ma è venuto fuori soltanto oggi, dopo che diverse imbarcazioni sono state attaccate da Teheran. Diversi oppositori del tycoon e rappresentanti democratici hanno criticato il commento accusando Trump di sottovalutare i rischi della guerra. 

Ore 14.30 – «Francia e Italia cercano accordo con Iran per le navi a Hormuz»

Alcuni Paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca un passaggio sicuro alle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Financial Times spiegando che "la Francia è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui" e che "anche l'Italia ha compiuto dei tentativi di avviare delle discussioni con Teheran". 

Ore 14 – Macron dopo morte militare francese: «Continueremo con calma e sangue freddo»

Emmanuel Macron ha detto oggi che la Francia "continuerà a dar prova di sangue freddo e di calma" dopo la morte del primo militare nel conflitto in Medio Oriente, Arnaud Frion, che si trovava in Iraq. Parlando all'Eliseo, dove ha ricevuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Macron ha affermato: "A nome della nazione, voglio inchinarmi con rispetto davanti alla memoria del maresciallo Arnaud Frion. E' morto per la Francia in un attacco lanciato vicino ad Erbil". 

Ore 13.15 – Hegseth: «Leader iraniani come topi, Mojtaba ferito»

"La leadership iraniana ormai è disperata, si trova ormai sottoterra, codardamente è così che fanno i topi e sappiamo che il leader non così supremo ora è stato ferito. C'è stato un messaggio ieri ma non abbiamo sentito una voce, non c'è stato un video, è stato solamente un messaggio scritto e ha chiesto unità nonostante abbia ucciso migliaia di manifestanti. L'Iran ha molte videocamere, perché un messaggio scritto? Io penso che voi sappiate il perché. Suo padre è morto, lui è spaventato, è in fuga e quindi chi è a capo dell'Iran? Forse l'Iran stesso non lo sa". Così il Segretario della Difesa degli Stati Uniti d'America Pete Hegseth in una conferenza stampa oggi al Pentagono.

Gli Stati Uniti "stanno decimando il regime radicale iraniano in un modo mai visto prima”, ha aggiunto Hegseth. "Il regime iraniano vedrà solo la bandiera americana e la stella di David di Israele", ha aggiunto descrivendola come "il loro peggior incubo". Hegseth dichiara che il volume di missili iraniani è diminuito del 90%, mentre i droni d'attacco a senso unico sono diminuiti del 95% ieri. Sullo Stretto di Hormuz invece, la strategia iraniana è “chiara disperazione”.

Ore 13.15 – Consiglio supremo: «Ok uso strutture in Italia nel rispetto accordi internazionali»

Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l'utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento. E' quanto si legge nella nota finale del consiglio supremo di difesa. Il Consiglio ha approfondito le linee già illustrate dal Governo in Parlamento per affrontare la crisi in atto nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire dall'impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione e della decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell'Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in atto e già autorizzate dal Parlamento. 

Ore 13.15 – Consiglio Supremo: «Israele si astenga da reazioni spropositate su Hezbollah»

Il Consiglio Supremo di Difesa ha preso in esame "con particolare attenzione la situazione in Libano e chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut". "Il Consiglio - si legge ancora nella nota finale - ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana". 

Ore 13 – Consiglio Supremo Difesa: «Italia non partecipa e non parteciperà alla guerra»

"Grande preoccupazione" è stata espressa dal Consiglio Supremo di Difesa per "lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell'azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran". Lo si legge nel documento finale della riunione di oggi che ha analizzato "i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell'intera regione del vicino medio Oriente e nell'area del Mediterraneo". È stato inoltre sottolineato che l’Italia «non partecipa e non parteciperà a questa guerra» ed è "impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica”.

Il Consiglio Supremo di Difesa "ha constatato con preoccupazione che la crisi dell'ordine internazionale, incentrato sull'ONU, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell'Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni".

Ore 12.40 – Teheran: «Daremo una lezione memorabile a Usa e Israele»

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che il suo Paese "impartirà una lezione memorabile" agli Stati Uniti e a Israele in seguito al loro attacco all'Iran. "Non possiamo accettare che gli americani parlino di dialogo e cessate il fuoco di tanto in tanto, solo per poi trovarci di fronte alla ripetizione di questi crimini e di questa guerra", ha dichiarato Esmail Baghai, riferendosi al precedente conflitto dello scorso giugno, conclusosi dopo 12 giorni di combattimenti. "Le nostre forze armate sono fermamente determinate a impartire al nemico una lezione memorabile", ha aggiunto Baghai, come riportato dall'agenzia di stampa Isna. 

Ore 11.50 – Raid a Beirut, 8 morti

Le autorità libanesi annunciano che otto persone sono state uccise in un raid israeliano nel sud del paese. Secondo un rapporto preliminare del ministero della Salute, riporta L'Orient Le Jour, il raid aereo israeliano che ha colpito un edificio residenziale a Faouar, Sidone, ha causato otto morti e nove feriti. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso.

Ore 11.40 – Sono 11 i soldati Usa morti in guerra

La morte di quattro membri dell'equipaggio a bordo di un aereo cisterna dell'aeronautica statunitense, precipitato giovedì nell'Iraq occidentale, porta a 11 il numero di soldati americani uccisi nella guerra con l'Iran. Lo riferisce la Cnn. Sei militari statunitensi sono rimasti uccisi nell'attacco al porto di Shuaiba, in Kuwait, il 1° marzo. Un altro è morto sabato in seguito alle ferite riportate durante un attacco in Arabia Saudita all'inizio del mese. Secondo una dichiarazione del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), a bordo del velivolo precipitato venerdì si trovavano sei persone, e le ricerche dei due dispersi sono tuttora in corso.

Ore 11.13 – Nato intercetta missile diretto in Turchia

Il ministero della Difesa turco ha dichiarato che un missile balistico proveniente dall'Iran è stato abbattuto nello spazio aereo turco dalle difese della Nato. È il terzo in poco più di una settimana. "Un proiettile balistico lanciato dall'Iran e penetrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato schierati nel Mediterraneo orientale", si legge in un comunicato del ministero. 

Ore 11 – Teheran, raid durante una manifestazione

La tv di stato iraniana riporta una forte esplosione in una piazza di Teheran dove si sarebbero dovute svolgere delle manifestazioni. Le immagini diffuse dall'Irib mostrano dense colonne di fumo che si alzano sulla città. Tra coloro che partecipano alle marce di protesta per la Giornata di Al Quds ci sarebbe almeno un alto funzionario, Ali Larijani, capo del consiglio di sicurezza iraniano.

Ore 10.46 – Iraq, precipita aereo cisterna Usa: 4 morti

Quattro dei sei membri dell'equipaggio sono morti nello schianto di un aereo cisterna in Iraq: lo afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso. L'ultimo aggiornamento sull'incidente ribadisce che la perdita del velivolo «non è stata causata da fuoco ostile o fuoco amico». Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti. 

Ore 10.33 – Trump: «L’Iran sta per arrendersi»

Secondo quanto riferito da tre funzionari dei Paesi del G7 a Axios, Donald Trump avrebbe detto ai leader del G7, durante una riunione virtuale mercoledì, che l'Iran «sta per arrendersi». Il presidente Usa si è vantato dei risultati dell'Operazione Epic Fury, dicendo agli alleati: «Mi sono sbarazzato di un cancro che minacciava tutti noi». «Nessuno sa chi sia il leader, quindi non c'è nessuno che possa annunciare la resa», ha detto Trump deridendo la nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei definendola un «peso leggero». Nella riunione tutti gli altri leader hanno esortato Trump a porre fine rapidamente alla guerra.

Ore 9.40 – Israele bombarda la cittò di Sidone: feriti

Si segnalano feriti a seguito di un raid aereo israeliano che ha colpito un edificio residenziale nella periferia della città libanese di Sidone, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa. Lo scrive Al-Jazeera.

Ore 9.29 – Le milizie filo-Iran minacciano la Francia

Il gruppo armato sostenuto dall'Iran Ashab al-Kahf ha annunciato che prenderà di mira «tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione» in seguito al dispiegamento della portaerei francese Charles de Gaulle nel Golfo.

Ore 8.30 – Intense esplosioni a Teheran

Una serie di potenti esplosioni a brevi intervalli ha scosso Teheran, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp in Iran, nel 14esimo giorno della guerra. Queste esplosioni, insolitamente intense, hanno fatto tremare gli appartamenti di due giornalisti dell'Afp, situati a diversi chilometri di distanza l'uno dall'altro nella zona nord e centrale di Teheran.

Ore 7.50 – Pasdaran: «Chi si ribella sarà punito»

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha avvertito che qualsiasi nuova protesta contro il governo incontrerà una risposta «più devastante» rispetto a quella di gennaio, quando diverse migliaia di persone furono uccise. «Oggi, il nemico, incapace di raggiungere i suoi obiettivi militari sul campo, sta nuovamente cercando di seminare il terrore e provocare rivolte», ha affermato l'Irgc in una dichiarazione trasmessa in tv, promettendo «una risposta ancora più devastante di quella dell'8 gennaio» in caso di ulteriori disordini. 

Ore 7.37 – Trump: «Un onore uccidere le canaglie dell’Iran»

«Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell'Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo. Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succede oggi a queste squilibrate canaglie. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d'America, sto uccidendo loro. Che grande onore è farlo». Così su Truth il presidente degli Usa Donald Trump.

Ore 7.08 – Idf: centinaia di nuovi raid su Iran e Libano

Nelle ultime 24 ore, decine di velivoli dell'Idf, coordinati dall'intelligence israeliana, hanno completato 20 attacchi su larga scala nell'Iran centrale e occidentale. Le forze armate israeliane hanno anche annunciato di aver ucciso un terrorista di Hezbollah nell'area di Beirut, in Lbiano. 

Ore 6.55 – Erbil, morto un militare francese

Un militare francese è morto durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Lo ha annunciato il presidente Emmanuel Macron su X, specificando che la vittima è il maresciallo Arnaud Frion del 7/o battaglione cacciatore alpini di Varces. «Alla sua famiglia e ai suoi commilitoni - ha scritto Macron - porgo le mie più sentite condoglianze e la solidarietà della nazione».

LA GUERRA: TUTTE LE NOTIZIE

(Unioneonline) 

© Riproduzione riservata