Trump: «L’Iran liberi lo Stretto di Hormuz. Altri Paesi devono inviare navi da guerra»
La replica di Teheran: «Pronti a ridurre in cenere le infrastrutture legate agli Usa in Medioriente». Colpita ambasciata americana a Baghdad. Hamas all’Iran: «Cessare gli attacchi ai paesi vicini»(foto Ansa/AFP)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Prosegue il conflitto in Medioriente. Gli Usa hanno preso di mira con una serie di attacchi l’isola di Kharg distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari. Poco prima di salire a bordo dell'Air Force One diretto verso la Florida, Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l'Isola, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.
Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Immediata la replica dell'Iran, che ha minacciato di "ridurre in cenere" le infrastrutture petrolifere legate agli Usa in Medio Oriente.
Nella notte una pioggia di droni su Baghdad, dove è stata colpita l’ambasciata americana. Appello di Hamas a Teheran: «Cessate il fuoco contro i Paesi vicini».
Missili su Israele e in Libano: a Beirut raid su centro medico provoca 12 morti tra il personale, attacco israeliano colpisce base Unifil nel sud.
LA DIRETTA:
22.17 – Pioggia di missili iraniani
Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno annunciato questa sera di aver lanciato una salva di missili contro le forze statunitensi di stanza presso la base aerea Prince Sultan, vicino a Riad. Sebbene le autorità saudite non abbiano immediatamente confermato l'attacco, il ministero della Difesa del regno aveva precedentemente indicato di aver intercettato sei missili diretti verso Al-Kharj, dove si trova la base.
20.01 – Israele-Libano, piano di Parigi per la fine della guerra
Il governo francese ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano, che includerebbe un passo senza precedenti: il riconoscimento di Israele da parte del Libano. Lo hanno riferito tre fonti a conoscenza dei dettagli alla tv israeliana Channel 12. Secondo la proposta di Parigi, Israele e Libano avvieranno negoziati, con il sostegno degli Stati Uniti e della Francia, per una "dichiarazione politica" che dovrebbe essere concordata entro un mese e che sottolineerà che il governo libanese si impegna a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele.
Ore 19.30 – L’Iran ai Paesi vicini: «Cacciate gli americani»
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha rivolto un appello ai paesi vicini ad "espellere" le forze americane in Medio Oriente. "L'ombrello di sicurezza statunitense si è dimostrato pieno di falle e, anziché scoraggiare i problemi, li ha incoraggiati", scrive Abbas Araghchi in un post su X. "L'Iran chiede ai paesi fratelli di espellere gli aggressori stranieri, soprattutto perché la loro unica preoccupazione è Israele", aggiunge.
Ore 18 – Guterres: «Israele rispetti la sovranità del Libano»
«È imperativo che Hezbollah rispetti la decisione del governo di affermare il pieno controllo sulle armi» ed è «imperativo che Israele rispetti la sovranità e l’integrità territoriale del Libano. La guerra deve finire». È quanto ha detto in un discorso pronunciato a Beirut il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che ha chiesto la fine della guerra e un sostegno internazionale unito al governo libanese.
Ore 17.15 – Iran: «Colpiremo gli impianti delle aziende Usa»
L'Iran prenderà di mira gli impianti appartenenti a società statunitensi in Medio Oriente se verranno attaccate le sue infrastrutture energetiche. È l'avvertimento lanciato dal ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi.
Ore 16.35 – Possibili colloqui tra Israele e Libano
Rappresentanti israeliani e libanesi dovrebbero incontrarsi nei prossimi giorni per una serie di colloqui. Lo riporta Haaretz citando due fonti informate.
Ore 16.20 – Il figlio dell’ultimo Scià: «Pronto a guidare l’Iran»
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo Scià dell’Iran, ha dichiarato di essere pronto a guidare il Paese «non appena la Repubblica Islamica cadrà». In un messaggio pubblicato sui suoi profili social, Pahlavi, che risiede negli Usa, ha detto di essere al lavoro per selezionare persone residenti sia in Iran che all'estero che faranno parte di un «sistema di transizione».
Ore 15.30 – Trump: «Coalizione di Paesi per Hormuz»
«Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra - in collaborazione con gli Stati Uniti d'America - per mantenere lo Stretto aperto e sicuro». Lo scrive Donald Trump su Truth. «Si auspica che la Cina, la Francia, il Giappone, la Corea del Sud, il Regno Unito e gli altri Paesi penalizzati da questa restrizione artificiale inviino navi nell'area, affinché lo Stretto di Hormuz cessi di rappresentare una minaccia da parte di una Nazione che è stata totalmente decapitata», aggiunge.
Ore 15 – Media Israele: «In Iran 450 kg di uranio arricchito»
«Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 450 chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo». Lo riporta la tv israeliana Channel 12.
Ore 14.15 – Media Iran: «Il terminal petrolifero di Kharg è pienamente operativo»
Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian. Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è «pienamente operativo» e le attività «proseguono senza interruzioni», aggiungendo che non si registrano vittime. L'agenzia Mehr ha affermato che «la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo». L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.
Ore 13 – Usa, colpiti oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg
«Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull'isola di Kharg, in Iran. L'attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari. Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere». Lo rende noto su X il Comando Centrale militare Usa (Centcom).
Ore 12 – Katz: «La guerra con l'Iran si intensifica, verso la fase decisiva»
«La battaglia contro l'Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico». Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riferisce Ynet. «Mi congratulo con il presidente Trump per il duro colpo inferto ieri sera dall'esercito Usa all'isola petrolifera iraniana: questa è la risposta appropriata ai campi minati nello Stretto di Hormuz e ai tentativi di ricatto del regime terroristico iraniano», ha aggiunto.
Ore 11 – Arrestati in Iran 54 sostenitori di Pahlavi, 11 neutralizzati
La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che dall'esilio si è offerto di guidare la transizione nel Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Fars, citata da Times of Israel, aggiungendo che "stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese". Altri 11 individui appartenenti a quella che viene definita la "fazione monarchica" sarebbero stati "neutralizzati" durante le operazioni, mentre altre due persone sono state fermate con l'accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato "siti importanti".
Ore 10:30 Attacchi in Iran a Tabriz, Urmia e Teheran
Attacchi ed esplosioni sono stati riportati in mattinata a Tabriz e Urmia, due città dell'Iran nordoccidentale: lo riferisce Iran International. In aggiunta, riporta il media israeliano Ynet citando media iraniani, anche a Teheran sono tornati a suonare gli allarmi antiaerei. A Urmia, inoltre, si sono sentite diverse "esplosioni".
Ore 9:40 – Nave da guerra iraniana attracca in India: «Rimpatriata buona parte dei marinai»
L'agenzia di stampa indiana Pti - citando quelle che definisce "persone a conoscenza della questione" - afferma che il governo di Nuova Delhi ha "rimpatriato i membri dell'equipaggio non essenziali di una nave da guerra iraniana che aveva attraccato a Kochi il 4 marzo, nel contesto dell'escalation del conflitto militare tra Iran e Stati Uniti". Secondo Nuova Delhi, il 28 febbraio l'Iran ha chiesto il permesso di far attraccare nei porti indiani tre sue navi e l'autorizzazione è stata concessa il primo marzo. Secondo la Pti, una delle tre navi era la Iris Dena, la fregata iraniana affondata in un attacco al largo dello Sri Lanka rivendicato dagli Usa. L'altra nave, sempre secondo l'agenzia Pti, era la Iris Bushehr, poi approdata a Trincomalee, sempre nello Sri Lanka.
Ore 8:20 – Media Iran: «Nessun danno alle infrastrutture petrolifere di Kharg»
Durante gli attacchi statunitensi all'isola iraniana di Kharg, sono state segnalate circa 15 esplosioni e fumo denso, ma nessuna infrastruttura petrolifera è stata danneggiata: lo riporta l'agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (i pasdaran). Precedentemente, il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che tutte le strutture militari di Kharg erano state attaccate. La Fars aggiunge che il nemico ha cercato di attaccare i sistemi di difesa dell'esercito, il porto di Joshan, la torre dell'aeroporto e la base degli elicotteri, ma nessun sito petrolifero è stato danneggiato.
Ore 7:40 – Media, Israele pianifica una grossa operazione terrestre in Libano
Israele pianifica "una massiccia invasione terrestre" del sud del Libano, con l'obiettivo di "prendere il controllo" dell'area delimitata a nord dal fiume Litani e di "smantellare l'infrastruttura militare di Hezbollah": lo riferisce Axios, citando diversi funzionari israeliani e statunitensi. L'intervento programmato da Israele, aggiunge lo stesso media, potrebbe costituire la "più grande invasione terrestre" di questo Paese in territorio libanese dal 2006.
Ore 7 – Hamas all'Iran: cessare gli attacchi ai paesi vicini
Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. «Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d'Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili - afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini».
Ore 6 – Trump: «Iran completamente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterò»
«L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò». Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che «i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran».
Ore 5 – Ambasciata Usa a Baghdad colpita da un drone
Un attacco con drone ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha reso noto un alto responsabile della sicurezza irachena. Un giornalista della France Presse ha visto del fumo nero levarsi sul complesso diplomatico nel cuore della capitale irachena. Un altro responsabile della sicurezza ha confermato l'attacco che si è verificato in seguito a numerose esplosioni avvertite nella notte e che hanno causato anche la morte di due persone.
