Il ministero degli Esteri iraniano fa sapere che i canali di comunicazione con un emissario americano restano «aperti». Nella notte Donald Trump ha dichiarato che Teheran avrebbe chiesto di avviare un negoziato e che un incontro sarebbe attualmente in fase di preparazione. «Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto», ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato. L'inviato speciale di Trump è Steve Witkoff, scrive Iran International, visto che Witkoff ha tenuto i canali aperti anche in passato. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha aggiunto che l'Iran ha mantenuto il suo impegno diplomatico: «Abbiamo sempre aderito al principio della diplomazia e della negoziazione, ovviamente una negoziazione bilaterale», ha affermato.

E mentre la Cina esprime la sua piena «contrarietà alle interferenze straniere», Teheran assicura che la «situazione è sotto controllo» e che il blackout alla rete sta per finire. Il ministro Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale «sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa» a Trump per intervenire.

Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri. Il ministro, si legge su SkyNews, afferma che i servizi internet nel Paese, finora interrotti per circa 86 ore, saranno ripristinati, ma che ciò avverrà «in coordinamento con le autorità di sicurezza». Non fornisce alcuna tempistica per il ripristino, il che - scrive la testata - potrebbe fornire un quadro molto più chiaro di quanto accaduto in Iran nelle ultime due settimane. Su Al-Jazeera è riportata inoltre un'altra dichiarazione di Araqchi: l'Iran, dice il ministro, sarebbe in possesso di filmati che mostrano la distribuzione di armi ai manifestanti, aggiungendo che le autorità pubblicheranno presto le confessioni dei detenuti. Afferma che le autorità stanno «seguendo da vicino» gli eventi in corso nelle strade. Araghchi afferma che le manifestazioni sono state «alimentate e fomentate» da elementi stranieri. Le forze di sicurezza «daranno la caccia» ai responsabili, ha aggiunto.

(Unioneonline)

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