Terzo giorno di guerra in Iran, dove al di là di qualche festeggiamento per la morte dell’ayatollah Khamenei non si vede alcun segnale di rivolta contro il regime, che per il momento resta in piedi nonostante gli appelli di Trump e Netanyahu alla popolazione iraniana.

E il conflitto si allarga in maniera drammatica. Israele ha risposto ai raid di Hezbollah e almeno 31 persone sono state uccise e 149 ferite negli attacchi alla periferia sud di Beirut, in Libano, dove si trova la Brigata Sassari che sta concludendo il suo dispiegamento nella base sud del Paese, per assumere il comando del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil, la forza multunazionale Onu dispiegata sulla linea di demarcazione tra Libano e Israele nell’ambito dell’operazione Leonte. Il generale Andrea Fraticelli guida 2.800 caschi blu, tra cui ci sono mille italiani e oltre 500 sassarini. L’Idf non esclude un’invasione di terra contro Hezbollah, anche se «non è imminente». Il governo libanese ha preso intanto una decisione storica, vietando per la prima volta ogni attività militare di Hezbollah

Esplosioni nella notte sono state avvertite a Gerusalemme (dove ci sarebbero anche delle vittime), Dubai, Abu Dhabi e Doha. Il Bahrein ha annunciato un morto negli attacchi iraniani, caccia Usa sono stati colpiti in Kuwait e un drone iraniano ha colpito anche la base Gb a Cipro.

Intanto il capo della sicurezza iraniana Larijani ha affermato che l’Iran «non negozierà» con gli Stati Uniti. 

Trump vuole sostenere l’attacco all’Iran «per quattro o cinque settimane se sarà necessario», ha detto in un’intervista al New York Times. «Non sarà difficile. Abbiamo enormi quantità di munizioni. Sapete, abbiamo munizioni immagazzinate in tutto il mondo, in diversi Paesi».

Volano intanto le quotazioni del petrolio, complice la chiusura dello Stretto di Hormuz: il Brent segna un balzo del 13% dopo i pesanti attacchi del weekend di Usa e Israele contro l'Iran, attestandosi a 82,20 dollari al barile contro i 72,87 dollari segnati venerdì. In rialzo anche l'oro, tradizionale bene rifugio in tempi di crisi, e l'argento.

Cresce la paura per le migliaia di italiani e le centinaia di sardi bloccati, soprattutto a Dubai a causa di quella che è una delle più grandi interruzioni del traffico aereo della storia moderna, con circa 5mila voli cancellati.

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GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA:

Ore 22:47 - Israele riprende ad attaccare Teheran

Dopo gli avvisi di evacuazione ai residenti, l'esercito israeliano ha ripreso ad attaccare "gli obiettivi del regime terrorista iraniano" a Teheran. Lo rende noto l'Idf. 

Ore 22 –  A Fiumicino il primo volo con gli italiani rientrati dall’Oman, fra i passeggeri la moglie di Crosetto

Il primo volo charter con a bordo 127 italiani bloccati in Oman o transitati, con assistenza coordinata della Farnesina e delle Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate, dagli Emirati Arabi all'Oman, è arrivato all'aeroporto di Fiumicino. Il Boeing 737, partito da Mascate ed operato dalla compagnia Oman Air, è atterrato alle 21.26. Come ha riferito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato dagli Emirati Arabi all'Oman. Fra le persone all’arrivo anche la moglie del ministro Crosetto.

Ore 21.30 – Iran: «Hormuz è chiuso, colpiremo chi cerca di passare»

Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran ha affermato che lo Stretto di Hormuz è chiuso e che l'Iran colpirà qualsiasi nave che tenti di attraversarlo. Lo scrive la Reuters sul suo sito. 

Ore 21.15 – Usa, colpiti più di 1.250 obiettivi nelle prime 48 ore di guerra con l'Iran

Gli Stati Uniti hanno colpito più di 1.250 obiettivi nelle prime 48 ore di guerra con l'Iran. Lo riferisce il Comando centrale americano. Tra gli obiettivi colpiti figurano centri di comando e controllo, siti di missili balistici, navi e sottomarini della marina iraniana e siti di missili antinave. 

Ore 20.45 – Casa Bianca: «Uccisi 49 leader iraniani»

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che «49 dei più alti dirigenti del regime iraniano» sono stati finora uccisi durante l'operazione Epic Fury.

Ore 20.30 – I pasdaran: «Colpita una petroliera a Hormuz»

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha affermato di aver attaccato una petroliera, descritta come collegata agli Stati Uniti, nello Stretto di Hormuz. «La petroliera Athe Nova è in fiamme dopo essere stata colpita da due droni», hanno dichiarato i pasdaran. 

Ore 20 – L’Italia alza il livello di guardia: 28mila obiettivi sensibili

Sono oltre 28mila gli obiettivi sensibili vigilati in Italia. Per molti di essi, in particolare quelli riconducibili ai Paesi coinvolti nel conflitto, è stato disposto il rafforzamento immediato dei dispositivi di vigilanza. E' quanto emerso dal Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al Viminale.

Ore 19.45 – Iran: «Usa e Israele hanno attaccato sito nucleare»

Stati Uniti e Israele «hanno preso di mira il sito nucleare di Natanz domenica pomeriggio», ha denunciato il capo dell'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran, Mohammad Eslami, in una lettera citata dall'agenzia di stampa IRNA.

Ore 19.20 – Meloni: «L’Iran fermi gli attacchi ingiustificati ai paesi del Golfo»

«Attualmente il governo è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimaste bloccate, particolarmente nei paesi del Golfo». Lo dice la premier, Giorgia Meloni, ai microfoni del Tg5, parlando delle tensioni dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran e della risposta di Teheran con i droni, che hanno raggiunto anche Cipro. «Siamo in contatto con quei paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei - aggiunge -, l'obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi, ma penso che nulla possa andare meglio se l'Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo e sono totalmente ingiustificati».

Ore 18.50 La Giordania annuncia la chiusura parziale del suo spazio aereo

La Commissione dell'aviazione civile della Giordania ha annunciato la chiusura parziale e temporanea dello spazio aereo giordano a tutti i voli in arrivo, in partenza e in transito, citando gli sviluppi regionali in corso e una valutazione completa dei rischi. Lo riferisce la Jordan News Agency (Petra). La misura sarà attuata ogni giorno dalle 18,00 alle 9,00 del giorno successivo, a partire da questa sera e fino a nuovo avviso.

Ore 18.10 – Aeroporti Dubai, riprendono i voli

Ore 17.50 – Trump: «Il nucleare era una minaccia colossale»

«Continua l’operazione Usa su vasta scala per eliminare la minaccia rappresentata da Teheran». Lo ha detto, parlando alla Casa Bianca, Donald Trump. «Il nucleare iraniano – ha aggiunto il presidente Usa – era una minaccia colossale per America». «La leadership dell’Iran è stata annientata in un’ora», ha proseguito Trump, spiegando che l’operazione contro Teheran dovrebbe durare quattro o cinque settimane, ma possiamo andare oltre».  

Ore 17.30 – Starmer: «Non crediamo nel cambio di regime

imposto dal cielo»

«Non crediamo nel cambio di regime imposto dal cielo». Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer durante il dibattito alla Camera dei Comuni sul conflitto condotto da Usa e Israele contro l'Iran. Si tratta di una dichiarazione forte da parte del primo ministro laburista, che lo pone in contrasto con la linea del presidente americano Donald Trump. 

Ore 17 – Iran, esplosioni vicino alla centrale nucleare di Isfahan Forti esplosioni sono state udite nella zona vicina a un impianto nucleare e a una base aerea nella città centrale iraniana di Isfahan. Lo riferiscono i media iraniani, ripresi da Reuters sul sito. 

Ore 16.45 – Trump: «Non escludo l'invio di truppe di terra»

Donald Trump ha dichiarato di non escludere l'invio di truppe di soldati americani in Iran «se necessario», aggiungendo che l'operazione Epic Fury è «molto in anticipo sui tempi previsti».

re 16.30 – Trump: «Li stiamo massacrando, presto una grande ondata»

L'esercito americano sta «mettendo a ferro e fuoco» l'Iran, ma la «grande ondata» deve ancora arrivare. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, intervistato dalla Cnn. «Li stiamo facendo a pezzi», ha aggiunto Trump, «e penso che stia andando molto bene. Abbiamo il miglior esercito del mondo e lo stiamo usando». «Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente. La grande ondata non si è ancora verificata. La grande ondata arriverà presto», ha annunciato il presidente.

Ore 16 – Gli Usa ai suoi cittadini: «Lasciate il Libano»

L’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale libanese Beirut ha invitato i propri cittadini a non recarsi nel Paese. In un post sui social media ha inoltre esortato coloro che si trovano già nel Paese a «lasciare il Libano immediatamente, finché sono ancora disponibili voli commerciali» in quanto «la situazione della sicurezza in Libano è instabile e imprevedibile».

Ore 15.10 – Tajani e Crosetto, audizione davanti alla Commissioni di Camera e Senato

Ore 14.50 – Morta la moglie di Khamenei 

Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, moglie della Guida suprema dell'Iran Ali Khamenei, è stata uccisa dopo essere entrata in coma in seguito agli attacchi aerei israelo-americani. Lo riferiscono i media iraniani, secondo cui la donna era in coma dall'inizio degli attacchi aerei di sabato.

Ore 14.15 – Hegseth: «Trump finirà una guerra che non ha iniziato»

«Non abbiamo iniziato noi questa guerra, ma con il presidente Trump la finiamo». Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, in conferenza stampa, parlando dell'operazione militare in Iran. Per «47 lunghi anni» il regime iraniano ha «condotto una guerra selvaggia e unilaterale contro l'America», spingendo gli Stati Uniti ad agire quasi mezzo secolo dopo, ha detto. 

Ore 14 – Sganciate sull’Iran 3.800 bombe in 48 ore

Una fonte di alto livello della difesa israeliana ha affermato che la quantità di munizioni sganciate da Israele e Stati Uniti nelle ultime 48 ore è superiore a quella sganciata durante tutta l'operazione in giugno scorso. Secondo la fonte, che ha parlato con Ynet, Israele ha sganciato più di 2.300 munizioni in due giorni. Gli Stati Uniti ne hanno sganciate 1.500. 

Ore 13.40 – Qatar, interrotta la produzione di gnl 

QatarEnergy ha dichiarato di aver interrotto la produzione di gas naturale liquefatto e prodotti correlati dopo gli attacchi militari ai suoi impianti operativi a Ras Laffan, dove esiste il più grande impianto al mondo e Mesaieed. Lo riporta Bloomberg citando un comunicato della società. Il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che uno dei droni ha preso di mira un impianto della QatarEnergy a Ras Laffan. L'azienda non ha specificato per quanto tempo durerà la sospensione.

Ore  13.30 – Ucciso il capo dell’intelligence di Hezbollah

Hussein Makled, il capo del quartier generale dell'intelligence di Hezbollah, è stato ucciso da un attacco israeliano questa notte a Beirut, nel quartiere Dahieh, roccaforte dell'organizzazione nel sud della città. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

Ore 13.25 – La Grecia invia navi e caccia a Cipro

«La Grecia invierà due fregate e due caccia F-16 a Cipro, mentre crescono le preoccupazioni per la sicurezza nell'isola mediterranea»: lo ha dichiarato il ministro della Difesa Nikos Dendias, come riportato dai media ellenici. «A seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro, la Grecia contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro, al fine di affrontare le minacce e le azioni illegali che si verificano sul suo territorio», ha affermato Dendias.

Ore 13.15 – Idf: “A Beirut presi di mira Hezbollah e comandanti iraniani”

Il portavoce dell'Idf ha comunicato che durante la notte anche la Marina miliare, oltre all'aviazione, ha partecipato agli attacchi contro il Libano. Il portavoce ha specificato che tra gli obiettivi dei raid vi erano ''decine di quartier generali di Hezbollah, personale e comandanti del regime iraniano a Beirut''. 

Ore 13.05 – Evacuato personale non militare nella base Gb a Cipro

L'area della base militare britannica di Akrotiri, a Cipro, è stata parzialmente evacuata dopo il secondo attacco in cui sono stati intercettati due droni. Lo riportano i media del Regno Unito, secondo cui il personale non militare ha lasciato la base. 

Ore 12.50 – Usa e Israele violano diritto internazionale? La Commissione Ue non risponde

La Commissione europea nel briefing con la stampa di oggi non ha voluto rispondere alla domanda se la presidente Ursulavon der Leyen e la Commissione nel suo complesso ritengano che gli attacchi militari di Usa e Israele all’Iran violino i principi e le regole del diritto internazionale. La portavoce si è invece limitata a dire che le dichiarazioni del fine settimana “sono state chiare” e che “sempre privilegiamo la diplomazia” quale metodo per risolvere le controversie, tuttavia “non va dimenticato che si ha a che fare con un regime repressivo”. Né von der Leyen né il presidente del Consiglio europeo Costa né la “ministra” degli esteri Ue Kallas hanno contestato la legalità dell’azione di guerra israelo-americana.

Ore 12.30 –  Governo libanese vieta ogni attività militare di Hezbollah

Il governo libanese ha deciso, per la prima volta nella storia del paese, l'interdizione di ogni attività militare di Hezbollah, il partito armato anti-israeliano fondato nel 1982. Lo si apprende dal comunicato al termine della riunione del consiglio dei ministri a cui ha partecipato anche il comandante dell'esercito libanese. 

Ore 12.15 – Tre caccia Usa precipitati in Kuwait: “Fuoco amico”

Questa mattina "tre F-15E Strike Eagle statunitensi in volo a supporto dell'Operazione Epic Fury sono precipitati in Kuwait a causa di un apparente incidente di fuoco amico". Lo riferisce il Centcom statunitense, sottolineando in una nota che "durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell'Aeronautica Militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane. Tutti e sei i membri dell'equipaggio si sono eiettati in sicurezza, sono stati recuperati in sicurezza e sono in condizioni stabili. Il Kuwait ha riconosciuto l'incidente e ringrazia le forze di difesa kuwaitiane per gli sforzi e il supporto in questa operazione in corso. La causa dell'incidente è in fase di accertamento".

Ore 11.50 – Sirene di allarme suonano nella base Gb di Cipro

Le sirene di allarme hanno suonato nella base britannica della Raf a Cipro nell'ultima mezz'ora, secondo quanto riportato dalla tv di Stato cipriota, ripresa dai media del Regno Unito. L'allarme giunge alcune ore dopo che la base è stata colpita da un drone iraniano.

Ore 11.50 – Salvini: “In Iran come in Ucraina niente soldati italiani” 

"L'Italia non è in guerra con nessuno, ha sempre affermato di non mandare truppe in Ucraina, giustamente, e immagino non mandi truppe neanche in Iran. Un conto è sostenere l'alleanza dei Paesi liberi e occidentali, un conto è inviare dei soldati in teatro di guerra, cosa che non è in programma". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti durante il sopralluogo tecnico al cantiere di risanamento e riqualificazione degli edifici Aler in zona San Siro a Milano, a proposito dell'intenzione di Francia e Gran Bretagna di forza difensive in Medio Oriente. 

Ore 11.40 – Larijani ribadisce: “Non negozieremo con gli Usa”

"Non negozieremo con gli Stati Uniti". Lo scrive su X il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani. "Le illusioni di Trump - aggiunge - hanno trascinato l'intera regione in una guerra inutile e ora è preoccupato per ulteriori vittime americane. È davvero molto triste che stia sacrificando il denaro e il sangue americani per promuovere le illegittime ambizioni espansionistiche di Netanyahu". Per Larijani Trump "ha tradito 'America first' a favore di 'Israele first'".

Ore 11.25 – I Pasdaran: “Colpito l’ufficio di Netanyahu”

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che i missili Kheibar hanno colpito l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, poco dopo che erano stati rilevati lanci provenienti dall'Iran. Lo riferisce Iran International.

Ore 11.10 – Paesi arabi del Golfo: “Attacchi Iran intollerabili, pronti a risposta”

I paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti si dicono uniti nel valutare ipotesi di risposta militare all'Iran in nome del diritto all'autodifesa dopo gli attacchi iraniani nei loro rispettivi territori. Lo riferisce la tv panaraba al Jazira, che riporta le dichiarazioni, tra gli altri, del portavoce del ministero degli esteri del Qatar, secondo cui gli attacchi iraniani in corso "non possono essere lasciati senza rappresaglia". In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti affermano "il diritto di autodifesa" contro questi attacchi per "difendere i nostri cittadini".

Ore 10.55 - Idf: “Un'operazione via terra in Libano non è imminente” 

"Siamo pronti per ogni scenario, e tutto dipende dagli sviluppi sul campo, ma nel breve-medio raggio non c'è intenzione di avviare un'operazione via terra in Libano". Lo ha detto il portavoce di Idf Nadav Shoshani rispondendo a una domanda durante a un briefing con i giornalisti. 

Ore 10.50 – Idf: “Spazio aereo sarà riaperto gradualmente da questa sera”

Il fronte del comando interno dell'Idf afferma che il traffico aereo riprenderà in Israele questa sera in modo "controllato, monitorato e coordinato" e in base a una valutazione della situazione. Lo spazio aereo israeliano è stato chiuso sabato mattina con l'inizio degli attacchi all'Iran.

Ore 10.35 – Grossi (Aiea): “Possibili emissioni radioattive da raid su siti iraniani”

Il Capo dell'agenzia per l'energia atomica Rafael Grossi ha lanciato l'allarme su una "possibile fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze" in seguito agli attacchi Usa-Israele sui siti nucleari iraniani. "Finora - ha aggiunto - non è stato rilevato alcun aumento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti con l'Iran". L'ambasciatore iraniano presso l'Agenzia internazionale per l'energia atomica delle Nazioni Unite ha confermato che gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno preso di mira gli impianti nucleari. 

Ore 10.35 – Idf colpisce importante leader di Hezbollah, potrebbe essere Qassem

“Poco fa, l'Idf ha colpito con precisione un importante terrorista di Hezbollah a Beirut". Lo comunica il portavoce militare israeliano senza fornire ulteriore indicazioni. Ma secondo indiscrezioni che non trovano al momento nessuna conferma potrebbe trattarsi del leader di Hezbollah, Naim Qassem. 

Ore 10.20 – Nuovi raid aerei israeliani sulla periferia di Beirut

Nuovi raid aerei israeliani sono in corso nella periferia meridionale di Beirut, roccaforte degli Hezbollah, secondo media libanesi.

Ore 10 – Francia pronta a partecipare alla difesa dei paesi del Golfo 

La Francia è "pronta a partecipare" alla difesa dei paesi del Golfo, secondo quanto annunciato questa mattina in una conferenza stampa a Parigi dal ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot. Il ministro ha annunciato il "sostegno intero e la piena solidarietà" di Parigi ai paesi "amici che sono stati bersaglio deliberato dei missili e dei droni delle Guardie della Rivoluzione e sono stati coinvolti in una guerra che non avevano scelto". Ha citato Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Oman, Kuwait e Giordania.

Ore 9.30 – In Iran 555 morti

La Mezzaluna Rossa annuncia che 555 persone sono morte in Iran dall'inizio degli attacchi israelo-americani di sabato scorso.

Ore 9.20 – Tajani: «Seguiamo le condizioni di tutti gli italiani in Medioriente»

"In contatto costante con le sedi diplomatiche italiane in Medioriente seguo le condizioni di tutti gli italiani, civili e militari, che sono nell’area". Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che informa, inoltre, che oggi ci sarà "una riunione con gli ambasciatori ed i consoli per valutare e decidere iniziative a tutela dei connazionali. Riunirò anche la task force commercio estero per informare le nostre imprese su iniziative e possibili conseguenze economiche provocate dalla guerra".

Ore 9.15 – Dubai, ci si rifugia nei bunker

"Siamo molto preoccupati per i nostri figli: ieri sera ci hanno raccontato che li hanno fatti scendere nei bunker dei garage dell'hotel perché si sentivano delle esplosioni. Comprendiamo la situazione ma da parte nostra c'è molta apprensione visto che non ci viene ancora comunicato come questi ragazzi, giovanissimi, potranno e come tornare a casa". Così i genitori di uno studente torinese bloccato a Dubai. Il giovane fa parte dei duecento ragazzi bloccati a Dubai dopo gli attacchi, in città per un'attività extrascolastica organizzata da Wsc Italia - World Student Connection Global Leaders, nell'ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu. 

Ore 9 – Francia “pronta a partecipare” alla difesa dei Paesi del Golfo

La Francia è "pronta a partecipare" alla difesa dei paesi del Golfo, secondo quanto annunciato questa mattina in una conferenza stampa a Parigi dal ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot. Il ministro ha annunciato il "sostegno intero e la piena solidarietà" di Parigi ai paesi "amici che sono stati bersaglio deliberato dei missili e dei droni delle Guardie della Rivoluzione e sono stati coinvolti in una guerra che non avevano scelto". Ha citato Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Oman, Kuwait e Giordania. 

Ore 8.50 – Media Iran, “Abbattuto un caccia F-15 statunitense in Kuwait”

Le forze iraniane hanno abbattuto un caccia statunitense F-15 che si è schiantato in Kuwait. Lo scrive l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim rilanciata da Bloomberg. Secondo quanto riferito da Tasnim che cita alcuni video, i due piloti del caccia sono riusciti a eiettarsi prima dello schianto e ora sono sotto la custodia delle forze kuwaitiane.

Ore 8.30 – Israele non esclude invasione di terra in Libano

La nuova offensiva dell'Idf contro Hezbollah "sarà ampia e completa e potrebbe includere un'invasione (di terra)". Lo ha dichiarato una fonte della sicurezza israeliana al canale di notizie saudita Al-Hadath, rilanciato dal Times of Israel. La fonte ha dichiarato che non ci sarà "alcuna immunità per nessun politico o figura militare di Hezbollah, e nemmeno per i suoi sostenitori". Israele ha lanciato decine di attacchi in Libano questa mattina, dopo che Hezbollah ha lanciato razzi e droni contro Israele. durante la notte. 

Ore 8.20 – Trump: «Tutti uccisi i candidati alla guida dell’Iran» 

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato a Abc News che l'attacco in Iran è stato “talmente efficace da mettere fuori gioco la maggior parte dei candidati” alla guida dell'Iran.

Ore 8 – Pentagono: «Nessun segnale che l’Iran volesse attaccare gli Usa»

Funzionari del Pentagono hanno ammesso, durante un briefing a porte chiuse al Congresso Usa tenutosi domenica, che non vi erano informazioni di intelligence che suggerissero che l'Iran avesse intenzione di attaccare per primo le forze statunitensi. A scriverlo è Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione. Le dichiarazioni sembrano indebolire una delle argomentazioni chiave a favore della guerra avanzate da alti funzionari dell'amministrazione Usa, secondo le quali il presidente Donald Trump ha deciso di lanciare gli attacchi in parte a causa di segnali che gli iraniani avrebbero potuto colpire le forze statunitensi in Medio Oriente "preventivamente". 

Ore 7.40 – «I combattimenti contro Hezbollah potrebbero durare molti giorni» 

Il capo dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha affermato che i combattimenti contro il gruppo militante libanese Hezbollah, iniziati questa mattina, potrebbero durare "molti" giorni. "Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah", ha detto Zamir in un video condiviso dall'esercito poche ore dopo che il lancio di razzi rivendicato da Hezbollah ha provocato un'ondata di attacchi israeliani in Libano. "Dobbiamo essere preparati a diversi giorni di combattimenti, molti". 

Ore 7.30 – Attacco alla base Gb a Cipro

Le forze britanniche hanno dichiarato di aver risposto a un sospetto attacco con droni alla loro base militare a Cipro, ha dichiarato il ministero della Difesa, senza segnalare vittime. L'attacco ha colpito la base della Raf di Akrotiri a mezzanotte, ha affermato il ministero, aggiungendo che le sue forze stavano gestendo una "situazione attiva". "La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa in una nota. L'incidente è avvenuto mentre la Gran Bretagna ha accettato domenica di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi "difensivi" volti a distruggere i missili iraniani e i loro lanciatori.

Ore 7.20 – Idf: «Intensificheremo attacchi su Libano»

Un alto generale israeliano ha dichiarato che l'esercito intensificherà i suoi attacchi sul Libano, dopo aver lanciato raid in risposta al lancio di razzi rivendicato dal gruppo militante Hezbollah sostenuto dall'Iran. "Hezbollah ha scelto il regime iraniano rispetto allo Stato del Libano e ha avviato un attacco contro i nostri civili... pagheranno un prezzo pesante", ha dichiarato Rafi Milo, capo del Comando Settentrionale dell'esercito israeliano. "Gli attacchi continuano, la loro intensità aumenterà", ha affermato in una dichiarazione militare.

Ore 7.15 – Colpita ambasciata Usa in Kuwait

Una colonna di fumo è stata osservata levarsi dall'ambasciata statunitense a Kuwait City. Lo afferma un corrispondente Afp, mentre secondo la Bbc vigili del fuoco e ambulanze sono stati avvistati nella zona. Il fumo è stato avvistato dopo che forti esplosioni e sirene antiaeree sono state udite in Kuwait per il terzo giorno consecutivo mentre continua la rappresaglia dell'Iran.

Ore 7 – Libano, 31 morti e 149 feriti nei raid israeliani

Secondo il ministero della Salute libanese sarebbero almeno 31 i morti e 149 i feriti negli attacchi israeliani di questa notte. Lo riferisce Haaretz.

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(Unioneonline)

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