All'indomani della morte della giornalista d'inchiesta e blogger maltese Daphne Caruana Galizia - rimasta uccisa nell'esplosione dell'auto su cui viaggiava a Bidnija, nel nord del Paese - è scoppiata la polemica, dopo la pubblicazione di un post su Facebook da parte di un sergente di polizia, Ramon Mifsud.

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"Alla fine tutti hanno quello che si meritano, sono contento :)", ha scritto sul social network.

Il messaggio ha scatenato l'ira del figlio della giornalista 53enne, Matthew Caruana Galizia, che fa parte del Consorzio di giornalismo investigativo che ha scoperto lo scandalo dei Panama Papers e il successivo filone maltese, e ha deciso di affidare a Facebook il suo sfogo sull'omicidio della madre.

Nel suo post ha criticato aspramente il premier maltese, Joseph Muscat, coinvolto nelle inchieste sulla corruzione realizzate dalla giornalista: "Poche ore dopo, mentre quel clown di primo ministro stava facendo dichiarazioni al Parlamento su una giornalista che per più di dieci anni ha demonizzato e aggredito, uno dei sergenti di polizia che dovrebbe investigare sull'omicidio, Ramon Mifsud, ha postato questo su Facebook... Sì, ecco il nostro Paese: uno Stato di mafia dove puoi cambiare sesso sulla tua carta di identità (grazie a Dio) ma puoi anche saltare in aria solo perché eserciti i tuoi diritti basilari. Come ci siamo arrivati?".

"Mia madre è stata assassinata perché si è trovata in mezzo tra la legge e coloro che cercano di violarla, come molti altri giornalisti coraggiosi. Ma è stata colpita anche perché era l'unica a farlo. Ecco cosa accade quando le istituzioni dello Stato sono incapaci: l'ultima persona che rimane in piedi spesso è un giornalista. E quindi è la prima persona che deve morire", si legge ancora nel post.

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LA REAZIONE DEL PREMIER MUSCAT - Ieri, non appena appresa la notizia della morte della blogger, il primo ministro aveva twittato: "Chiunque sa che Caruana Galizia era fortemente critica nei miei confronti, sia dal punto di vista politico che personale, ma nessuno può giustificare questo atto barbaro in alcun modo", ha scritto Muscat.

E ha aggiunto: "Questo è un attacco perfido a una cittadina e alla libertà di espressione. Non mi fermerò finché non sarà fatta giustizia. Il Paese merita giustizia".

Nell'indagine sulla morte della giornalista - che quindici giorni fa aveva presentato una denuncia alla polizia dopo aver ricevuto delle minacce di morte - Malta ha chiesto l'aiuto dell'Fbi, che invierà esperti sull'isola al più presto.

(Redazione Online/F)

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