Gaza, un milione di persone in fuga mentre Israele accelera: «Ucciso in un raid il portavoce di Hamas»
A Tel Aviv migliaia di persone in piazza per chiedere al governo di accettare l'accordo per la liberazione degli ostaggiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un milione di palestinesi in fuga da Gaza City, mentre Israele accelera l'offensiva. L'esercito vuole completare l'occupazione entro l'inizio del Capodanno ebraico, il 22 settembre. L'esecutivo di Gerusalemme sta facendo pressione sui vertici militari per quella data, ha svelato una fonte “qualificata” (cioè molto vicina ai ministri) alla tv pubblica Kan spiegando che la maggior parte delle infrastrutture umanitarie nel sud della Striscia è pronta ad accogliere la popolazione che sarà evacuata.
Stop, nel frattempo, alle pause umanitarie, bloccata la distribuzione degli aiuti alla popolazione.
Mentre una fonte palestinese ha riferito questa mattina ai canali Al Arabiya e Al Hadath che il portavoce delle Brigate Qassam, l'ala militare di Hamas, noto come Abu Obeida, è stato ucciso. La fonte palestinese ha confermato che Israele ha preso di mira una casa in cui si trovava il portavoce di Qassam e che il bombardamento israeliano ha causato la morte di tutte le persone presenti. La fonte ha riferito che la famiglia di Abu Obeida e i leader delle Brigate Qassam hanno confermato la sua morte dopo aver esaminato il corpo.
Ieri a Tel Aviv migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere al governo di accettare l'accordo per la liberazione degli ostaggi, attaccando l'esecutivo dopo che in serata si è diffusa l'indiscrezione rilanciata dai notiziari nazionali secondo cui durante il gabinetto di sicurezza che si terrà oggi la questione non sarà all'ordine del giorno. Nonostante i vertici militari e della sicurezza israeliani siano pronti a presentare un fronte unito per chiedere ai ministri di accettare l'attuale proposta di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi rinunciando all'offensiva.
Il Forum delle famiglie ha dichiarato che questa decisione è «un'ulteriore prova che il governo Netanyahu sta ricorrendo alla guerra perpetua sacrificando gli ostaggi».
(Unioneonline)