Si è conclusa con il fermo di centinaia di attivisti la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla che cercava di arrivare a Gaza. Nella serata di ieri la marina israeliana ha bloccato tutte le barche dirette verso la Striscia.

«Un'altra flottiglia di propaganda è giunta al termine: tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari». Così il ministero degli Esteri israeliano in una nota pubblicata nella notte.

Tra gli attivisti fermati 29 sono italiani, due i sardi. Si tratta di Ilaria Mancosu e Gianfranco Frongia. La prima era a bordo dell’imbarcazione Amazon. Frongia invece faceva parte dell’equipaggio di Last Dream. 

Ieri durante gli abbordaggi non è mancata la tensione. Israele ha bloccato tutte le barche della Flotilla, anche le dieci che ieri inizialmente erano scampate all'abbordaggio e avevano continuato a navigare verso Gaza. Quando sono arrivate ad un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia, la marina israeliana le ha attaccate: questa volta usando dei proiettili, sparati contro sei imbarcazioni, tra cui anche un'italiana.

A denunciarlo è stata la stessa Global Sumud Flotilla, che, pur specificando di non sapere se fossero proiettili di gomma, ha chiesto che lo Stato italiano tuteli gli attivisti, tra cui i 29 connazionali destinati ad essere sbarcati nel porto di Ashdod.

Immediato l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto «di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane». E ha chiesto all'ambasciatore d'Italia in Israele, Luca Ferrari, di fare un passo formale per chiedere che a tutti siano assicurati un trattamento dignitoso, piena protezione e la garanzia dell'incolumità.

La flotilla - 54 imbarcazioni  - era partita giovedì dal distretto turco di Marmaris. Alla vigilia una prima parte delle imbarcazioni era stata intercettata al largo di Cipro, poi gli ultimi assalti.

Adesso tutti gli attivisti saranno portati ad Ashdod. È sfumata infatti l'ipotesi che gli attivisti potessero essere liberati rapidamente come quando, ad aprile, tutti i partecipanti (tranne due) vennero rilasciati a Creta.

Adesso invece per i trattenuti si aprono due possibilità: l'espulsione immediata per chi acconsente o entro 24 ore per gli altri interrogatori o ulteriori indagini. Ad assistere gli attivisti sarà ancora una volta il team legale della ong Adalah.

Per la Global Sumud Flotilla la presenza di cittadini e natanti italiani fa sorgere in capo allo Stato italiano «un preciso obbligo positivo di protezione». In particolare si chiede di intervenire subito per proteggere gli equipaggi, di condannare l'apertura del fuoco e avviare l'accertamento delle responsabilità penali.

(Unioneonline/An.De)

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