Esplosione nel sud del Libano, ucciso un casco blu. Guterres: «Ferma condanna, si rispetti il diritto internazionale»
Il colpo di artiglieria è caduto nel quartier generale del contingente indonesiano. La zona, dove è in corso la missione della Brigata Sassari, devastata dagli scontri tra Israele ed HezbollahPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL) ha annunciato che un casco blu è stato ucciso da un proiettile di origine sconosciuta nel sud del Paese devastato dagli scontri tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah.
«Un peacekeeper è rimasto tragicamente ucciso in un’esplosione in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr», si legge nella nota. «Un altro è rimasto gravemente ferito. Nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace». Secondo quanto riportato dalla missione di pace Onu «non si conoscono le circostanze dell'esplosione, ma è stata avviata un'indagine».
Il colpo di artiglieria è caduto nel quartier generale del contingente indonesiano nel distretto di Marjayoun, settore Est di Unifil a guida spagnola. Sia la vittima che il ferito, riportano le autorità di Giacarta, sono indonesiane.
Dall’inizio del mese la Brigata Sassari ha assunto il comando del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Dei 2.800 caschi blu sotto la guida del comandante dei “Dimonios”, il generale Andrea Fraticelli, mille sono italiani e oltre 500 appartengono alla “Sassari”.
«Ancora una volta – l’appello di UNIFIL - esortiamo tutti gli attori a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a garantire in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra. Troppe vite sono state perse da entrambe le parti della Linea Blu in questo conflitto. Non esiste una soluzione militare. La violenza deve cessare».
Voce a cui si unisce anche quella del segretario generale dell’Onu Antonio Guterre «Condanno fermamente l'incidente di domenica scorsa, durante il quale un soldato indonesiano della missione di pace UNIFIL è stato ucciso nel contesto delle ostilità tra Israele e Hezbollah. Un altro soldato indonesiano è rimasto gravemente ferito nello stesso incidente – scrive su X - Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato deceduto e all'Indonesia. Auguro una pronta e completa guarigione al soldato ferito. Questo è solo uno dei numerosi incidenti recenti che hanno messo a repentaglio la sicurezza dei soldati impegnati nelle missioni di pace. Invito tutti a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e a garantire la sicurezza del personale e delle proprietà di UNIFIL in ogni momento».
I raid israeliani sul Libano hanno ucciso 1.238 persone dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, riporta il ministero della Salute di Beirut. Oltre un milione di persone sono state sfollate a causa dei bombardamenti e degli ordini di espulsione emessi dall'esercito israeliano.
(Unioneonline/D)
