Crans-Montana, si risveglia dal coma e accusa Jessica Moretti: «Noi quasi morti e lei piangeva per il bar»
«Era lì vicino e non ci aiutava»: il racconto alla tv belga di Roze, 18 anni, ricoverata nel reparto grandi ustionati della clinica universitaria di LiegiJessica Moretti (Ansa)
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«Jessica Moretti guardava il suo bar che bruciava e piangeva. Ha visto i feriti: non ha aiutato nessuno. Noi eravamo ustionati vicino a lei, quasi morti: non ci ha chiesto nemmeno come stavamo. Fissava il locale e ci girava le spalle. Lo trovo inaccettabile».
A parlare è Roze, 18 anni, uscita dal coma venerdì dopo 4 settimane. La ragazza, ferita nella strage di Crans Montana, è nella clinica universitaria di Liegi, dove è stata intervistata dalla tv belga Rtbf: «Capisco la preoccupazione per il patrimonio, ma quando senti decine di minorenni accanto a te che gridano per il dolore, cerchi di aiutarli e chiami un’ambulanza. Lei ha telefonato ai pompieri per limitare i danni al locale».
La Svizzera intera piange ancora le sue vittime e punta il dito contro i Moretti e contro le autorità, sotto accusa per i mancati controlli sulla sicurezza.
Proseguono intanto le indagini dei magistrati di Sion. Per il terzo interrogatorio dei proprietari del Constellation, mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio, è stata allestita un’aula da 170 posti nel campus universitario di Sion. Troppo angusti gli uffici della Procura per ospitare le decine di avvocati delle famiglie.
Nella stessa sede saranno sentiti anche gli altri due nuovi indagati nell'inchiesta per il rogo di Capodanno, a Crans-Montana, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite: venerdì 6 febbraio toccherà a Christophe Balet, attuale responsabile della sicurezza pubblica del Comune della stazione sciistica e lunedì 9 febbraio sarà la volta del suo predecessore Ken Jacquemoud.
(Unioneonline)
